Atletica – Filippo Tortu, il ragazzo del momento: “Volo e mi diverto. Presto in Sardegna? Chissà…”

Filippo Tortu (foto: www.atleticalive.it)
L’ultimo weekend è stato, per Filippo Tortu, quello della rinascita dopo l’infortunio a entrambe le braccia patito in quel di Nanchino (LEGGI E GUARDA QUI) quando già fece strabuzzare gli occhi prima di schiantarsi sulla pista cinese. Il velocista della Riccardi, classe 1998, ha entusiasmato a Mariano Comense, in occasione dei CDS Allievi, segnando il tempo di 10”56 (-0.9) nei 100 metri (qui il video) e di 21”17 (+0.6) nei 200. Nel primo caso si tratta del secondo tempo di sempre tra gli under-18, a soli 7 centesimi da Giovanni Grazioli (10”49, primato realizzato nel 1976), nel secondo vuol dire terzo posto di categoria all-time dietro il 20”99 di Andrew Howe e il 21”14 di Matteo Galvan.
Ai microfoni di Gianluca Zuddas per Atletica Live, Tortu afferma di essersi “accorto di stare bene ed ero convinto che avrei potuto fare il personale sui 100 metri. Al contrario, pensavo che quello dei 200 metri fosse molto lontano. Dopo la prima giornata però, il tempo dei 100 metri mi ha dato la giusta carica per affrontare i 200″. Ormai si parla solo di Tortu nel mondo dell’atletica; una popolarità che potrebbe anche nuocere ad un ragazzo non ancora maggiorenne e che deve fare ancora tanto per consacrarsi. “Non mi faccio influenzare – dice – le uniche responsabilità che sento sono nei confronti del mio allenatore, poi gareggio col sorriso e con l’intento di divertirmi”.
Inevitabile parlare dell’infortunio di Nanchino e della riabilitazione che ha frenato la preparazione. “Ora sto abbastanza bene – assicura – pur avendo ancora qualche problemino, soprattutto al braccio destro. Adesso guardo agli obiettivi di raggiungere il 21”13 nei 200 metri, mentre sui 100 mi “accontenterei” del personale e disputare i Campionati del Mondo di Cali”.
Importante il riferimento alle sue origini sarde: “Certamente, mi fa molto piacere e li ringrazio molto. Penso che chi non sia sardo non possa capire il forte legame con la nostra Terra e con il nostro popolo: è qualcosa di ancestrale”. Le migliori parole per augurarsi di correre in Sardegna a stretto giro di posta: l’occasione potrebbe essere la Coppa Europa dei 10.000 metri all’Amsicora, il 6 giugno. “Mi farebbe un immenso piacere – taglia corto, concludendo – anche se devo fare i conti con la preparazione per i Campionati Italiani”.
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