Calcioscommesse – Interrogatorio Ilievsky: nei guai Mauri, sempre evidenti i nomi (tra gli altri) di Bettarini e Shala

Atalanta-Cagliari nell'ultimo confronto

Atalanta-Cagliari nell’ultimo confronto

Come vi raccontiamo dallo scorso 1 aprile (LEGGI QUI), non solo i tifosi del Cagliari sperano che l’Atalanta venga penalizzata nel campionato in corso per poter ancora sperare in una salvezza davvero difficile alla luce del disastroso campionato dei sardi. Anche in società si prova a capire se ci possano essere spiragli a stretto giro di posta, e si seguono con interesse le evoluzioni portate dagli interrogatori di Hristyan Ilievsky, costituitosi di recente e che pare disposto a collaborare nell’inchiesta sul Calcioscommesse. Una vicenda dove l’Atalanta, per via dei suoi tesserati (attuali ed ex) coinvolti, rimane protagonista. Difficile che dalla Procura Federale possano arrivare notizie positive (e che sarebbero clamorose) per il Cagliari, ma gli occhi e le orecchie restano drizzati.

Il Corriere dello Sport riporta l’interrogatorio tenuto martedì da Hristyian Ilievski, il capo del clan degli Zingari, ascoltato per cinque ore dal pubblico ministero di Cremona Roberto Di Martino, e la sua deposizione viene riportata dal ‘Corriere dello Sport’.

Le sue parole, con la squadra bergamasca che ha già pagato per la partita con il Piacenza (con la penalizzazione di 6 punti nel campionato 2011/2012), ora rischiano di complicare la posizione del capitano della Lazio, Stefano Mauri.

“Mi chiamò alle due di notte Gervasoni e il giorno dopo già volavo verso Roma – le parole di Ilievski nel corso della prima udienza – . Andai in un albergo e venni raggiunto da Zamperini a bordo di un BMW X3. L’ho conosciuto in quel momento. Mi ha detto che poteva farmi combinare la partita Lazio-Genoa e che potevamo andare a Formello, nel ritiro della Lazio”.

Ed ecco i retroscena su Mauri: “Siamo entrati dentro, all’interno del parcheggio e abbiamo aspettato che arrivasse Mauri. Ero sorpreso del fatto che mi aveva portato nel ritiro della Lazio, cioè in un luogo così importante. E’ arrivato Mauri e ci siamo presentati. Io sono un appassionato di Mauri e conoscevo la sua fisionomia. Zamperini gli ha riferito che ero la persona che poteva dargli i soldi per combinare la partita. Mauri gli rispose che andava bene così, che la partita era già stata combinata. Io gli riferivo che ero disposto a dargli 350.000 euro per un Over e la vittoria della Lazio. Mauri mi rispose che ci dava il regalo dell’1-1 a fine primo tempo come risultato sicuro”.

“Mi disse inoltre di essere amico di Zamperini e per tale ragione era disposto ad aiutarci. Chiesi a Mauri come potevo essergli riconoscente e mi rispose di mettermi a posto con Zamperini. Davanti a me Mauri chiamò Milanetto dicendogli che due persone lo avrebbero raggiunto per incontrare i giocatori del Genoa. Andammo all’albergo di Milanetto, lui uscì, parlammo e disse che l’ipotesi Over con la vittoria della Lazio non poteva essere garantita perché il Genoa quel giorno avrebbe giocato non con la sua squadra classica, ma con molti stranieri ai quali non era facile chiedere qualcosa di simile”.

“Prima di rientrare in albergo io e Zamperini siamo andati in un’agenzia di scommesse che Zamperini conosceva – prosegue l’ex agente speciale della polizia macedone – Alla fine ho guadagnato 150-200 mila euro e ho dato a Zamperini circa 50.000 euro come “saluto” per Mauri e 20.000 per lui. Ovviamente non posso verificare che Mauri abbia avuto il suo. I soldi li ho consegnati in centro a Milano a Zamperini. A Milano ho incontrato anche Gervasoni, a cena con Gegic in un ristorante giapponese di lusso che appartiene a Seedorf. In quel momento ricordo che erano presenti anche Galliani e Cafu seduti ad un altro tavolo”.

Sempre su Mauri: “Quando eravamo dentro al ritiro della Lazio, esattamente nel parcheggio, con il mio cellulare Zamperini ha fatto una foto a me e a Mauri, una delle tipiche foto con i volti vicini, come in segno di ricordo di un incontro. L’ho fatta fare perché è un calciatore assai famoso. In questi anni ho cambiato tanti cellulari, ma non escludo di poterla trovare”.

“La prima partita che è stata combinata con successo è stata Chievo-Novara di Coppa Italia – ammette Ilievski – Il giorno prima sono arrivato in Italia e ho visto Gervasoni, ho preso l’albergo a Verona dove c’erano i giocatori del Novara e sono venuti da me tre di loro cioé Nicola Ventola, un albanese che si chiama Shala e uno di cui non ricordo il nome, basso di statura che saprei riconoscere se vedessi delle foto. Erano disposti a farsi pagare per la sconfitta del Novara con Over. Parlavano anche a nome di un quarto giocatore che faceva il portiere”.

“Ho consegnato ai tre 150.000 euro. Bertani non avrebbe dovuto giocare quella gara in quanto infortunato. L’accordo era per un Over e Handicap ovvero la sconfitta del Novara. E’ andata bene perché il Novara ha perso 3-0. Mi è stato detto in seguito un particolare curioso che non so se corrisponda a realtà e cioè che il portiere (giocò Fontana, ndr) era molto religioso e non voleva partecipare a questa combine. Alla fine però ha preso la sua parte ma dopo si è in parte pentito e ha portato metà dei soldi in chiesa. Ho dato anche 30.000 euro a Gervasoni per la mediazione e per il contatto con i giocatori”.

“Quando sono stato sicuro del risultato ho giocato per telefono 400.000 euro su un sito cinese – confessa lo slavo – Ovviamente la mia giocata era sulla fiducia perché conoscevo da tempo Tan Seet Eng (il boss dell’organizzazione internazionale, ndr). Ho intascato il doppio, ovvero 800.000 euro”.

Conferme poi sulle responsabilità di Bettarini (“Aveva un ruolo importante nel cercare tra i giocatori delle varie squadre, coloro che fossero disposti a farsi corrompere. Si era detto in buoni rapporti con il presidente del Siena”) e sull’alterazione di Siena-Piacenza nonchè Atalanta-Piacenza. Nel primo caso agì dormendo “nell’albergo di Siena dove si trovava il Piacenza” pagando “Gervasoni e il portiere Cassano con l’accordo che la partita finisse con Over cosa che effettivamente si verificò grazie anche all’aiuto di Carobbio”. Sull’altra gara con protagonisti gli emiliani “ho il dubbio che Gervasoni avesse combinato la partita anche con altri gruppi e cioé con Bressan, Bellavista e Signori”.

Nei verbali riportati dal quotidiano romano, Ilievski conferma di essere intervenuto anche su altri match: “Ho lavorato su Bari-Livorno 4-1 (Coppa Italia dell’1 dicembre 2010, ndr) che si svolse il giorno dopo Chievo-Novara. Conobbi tramite Bressan Alfonso De Lucia, portiere del Livorno. Ci incontrammo in una località turistica vicino a Livorno concordando l’over e l’handicap in danno del Livorno. La quota però scese e invece di 100.000 euro come avevo promesso di dare ne diedi solo 60-70 mila”.

Su Bari-Sampdoria, “Masiello aveva voglia di guadagnare qualcosa con le partite”. Capitolo Novara-Siena, partita per la quale sotto la lente d’ingrandimento finì anche Antonio Conte: “I nostri contatti erano Carobbio e Bertani. Il risultato concordato un Over 3,5. Non abbiamo dato molti soldi poiché la quota era bassa ed è risaputo che in Italia a fine campionato le squadre si mettono d’accordo. Carobbio doveva parlare con qualcuno (dei suoi, ndr) per fare segnare due gol ed allo stesso tempo fare altrettanto con il Novara. Le cose andarono effettivamente come Bertani e Carobbio ci avevano riferito”.

Infine un aneddoto sui rapporti che intercorrevano tra il capo degli Zingari e Singapore: “Una volta Choo Ben Huat, in data 2 marzo 2011, il giorno del mio compleanno, verso le cinque o le sei del mattino, mi portò 250-300 mila euro in contanti, salutandomi appena. Erano i soldi che mi doveva Tan Seet Eng. Altri soldi in contanti, 300.000 euro, mi sono stati portati in macchina da due ungheresi a Lecce, in relazione alla partita Lecce-Lazio nell’albergo in cui io mi trovavo a Lecce con la mia famiglia”.

FONTE: WWW.BERGAMONEWS.IT

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