Paolo Citrini a Sardegnasport.com: “Travis e Marques insieme? Zona e pick and roll. Thomas la chiave, Caleb il jolly. Italiani determinanti”
Una carriera accanto a coach Sacchetti: sette anni (quello che sta per cominciare sarà l’ottavo) e duecentocinquantanove panchine tra Castelletto Ticino, Fabriano e Sassari. Dalla B d’Eccellenza fino alla Serie A. “Meo è una persona di grandi valori, mi ha migliorato come persona ed è un orgoglio per me aver raggiunto questi livelli grazie a lui. Riesce sempre a tirar fuori il meglio da chiunque, e dietro la scorza da duro si nasconde un uomo di enorme sensibilità. E’ come un padre, non lo cambierei con nessuno”. Parole e musica di Paolo Citrini, braccio destro del tecnico di Altamura e mente tattica della Dinamo Sassari. Sardegnasport.com l’ha intervistato per parlare del nuovo Banco, rinnovato negli uomini ma non nello spirito.
La Dinamo si presenterà ai blocchi di partenza del campionato con molte novità, specie nello starting five. I tifosi si chiedono: cambierà qualcosa anche nell’atteggiamento tattico?
No, la filosofia sarà sempre la stessa: correre e mettere il singolo nelle condizioni di poter rendere al meglio. Rispetto agli anni scorsi, però, abbiamo cercato di aggiungere fisicità al roster, perchè quando ci si trova in difficoltà col tiro da 3 è necessario variare il gioco, mettendo la palla per terra e cercando i lunghi per il gioco in post.
Travis Diener e Marques Green in campo assieme: è possibile oppure si rischia di pagare troppo nella metà campo difensiva?
E’ una situazione che potrà verificarsi e che abbiamo previsto. Del resto entrambi sono già abituati: ad Avellino Green se la cavava piuttosto bene accanto a un altro playmaker come Spinelli, e lo stesso vale per Travis e Drake, con quest’ultimo che, pur essendo una guardia, è perfettamente in grado di portare palla. Qualche problema potrebbe sorgere in difesa, e la soluzione, nel caso, sarebbe quella di schierare una zona con tre giocatori di taglia fisica importante a completare il quintetto.
Che ruolo avrà Fernandez? Potremmo vederlo anche in posizione di guardia oltre che in cabina di regia?
In quel ruolo abbiamo già Devecchi, che è migliorato molto negli ultimi anni ed è il cambio ideale di Drake. Fernandez, dal canto suo, è un ottimo passatore, sa giocare molto bene il pick and roll e sfrutteremo questa sua caratteristica anche in guardia. Partirà come undicesimo uomo del roster, ma è un ottimo giocatore e saprà darci una mano.
Qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata al nostro portale, il direttore sportivo Pasquini aveva dichiarato che la chiave nella costruzione della squadra era stata quella di cercare la giusta amalgama tra i ruoli di playmaker e di ala piccola. Quali soluzioni tattiche avete previsto per Omar Thomas?
Sono assolutamente d’accordo con Federico. Stiamo parlando di un giocatore che mezza Europa voleva, ma che alla fine ha scelto Sassari per motivi che vanno oltre l’aspetto economico, e questa è una cosa che ci inorgoglisce molto. Data la sua grande fisicità, Omar potrà essere il collante difensivo tra le guardie e i lunghi. Una delle sue migliori qualità, oltre all’esplosività in campo aperto, è il gioco in post basso. Avere la possibilità di dargli la palla vicino a canestro sia in transizione che a gioco schierato è un’opzione importante, che magari in passato ci offriva anche Thornton, ma sicuramente non allo stesso livello di impatto fisico. Senza dimenticare che Thomas potrà giocare anche da ala forte in un quintetto all’occorrenza più basso e dinamico.
Caleb Green è un “4″ piuttosto diverso da Ignerski per caratteristiche. Pensate di utilizzarlo anche da pivot, magari sfruttando la sua abilità nell’uno contro uno in post basso?
Sicuramente sì. Caleb è un giocatore che volevamo fortemente proprio per la sua doppia dimensione di tiratore da tre e di giocatore di post. Questa sua caratteristica ci permette di avere più soluzioni interne quando i tiri da fuori non entrano e non si riesce a fare contropiede. Inoltre può giocare anche da pivot, e questa può essere un’arma importante per mettere in difficoltà i centri avversari che hanno difficoltà a uscire dal pitturato per contestare il tiro.
Partito Easley, nel ruolo di centro è arrivato un giocatore non dissimile ma ben più esperto come Linton Johnson.
E’ il genere di lungo che Meo ama: atletico, esplosivo e dinamico. Rispetto a Tony, Linton ha dalla sua una grande esperienza, sia in Italia che fuori. Avendo poi cambiato parecchio in quintetto volevamo inserire dei giocatori che si conoscessero.
A diciannove anni Tessitori è già pronto per fare a sportellate sotto canestro in Serie A?
Su Amedeo la società ha fatto un investimento importante, dando un grosso segnale al basket italiano. Ha grandi qualità e un fisico imponente, deve migliorare però nulla gli è precluso. Noi faremo di tutto per valorizzarlo e per far sì che possa essere un giocatore pronto per darci una mano già da quest’anno.
Brian Sacchetti sarà più coinvolto in attacco dopo gli ultimi playoff giocati ad alto livello?
Brian è un giocatore molto intelligente e di gran carattere. Si è presentato in ritiro tirato a lucido e fisicamente pronto come mai mi era capitato di vederlo prima. In questi giorni si sta allenando da “3″, ma è da ala forte che può dare il meglio, leggendo bene le spaziature e aprendo le difese col suo tiro da fuori. Negli scorsi playoff è cresciuto tantissimo, al punto da guadagnarsi la palma di migliore della squadra in rapporto alle aspettative. Siamo fiduciosi di avere in lui un giocatore importante in uscita dalla panchina.
La prossima Serie A sarà ancora più livellata verso il basso?
Non credo. Secondo me, eccezion fatta per Pesaro e Montegranaro, che punteranno essenzialmente a salvarsi, il numero delle squadre competitive è cresciuto. Milano rimane la favorita, Siena e Cantù mi piacciono molto, e anche Venezia ha preso degli ottimi giocatori. Senza dimenticare quelle che secondo me potrebbero essere le sorprese del campionato: Caserta e Cremona. Ho seguito personalmente la Summer League e molti dei giocatori che sono arrivati in Italia meritano di essere seguiti con attenzione.
La Dinamo rappresenta una lodevole eccezione nel panorama cestistico italiano. Niente improvvisazioni, solo lungimirante programmazione.
E’ vero, abbiamo la fortuna di poter lavorare in una società modello, che non ci fa mai mancare nulla. La nostra è come una grande famiglia, che non perde mai la propria identità e il proprio spirito. Alla Dinamo remiamo tutti dalla stessa parte, e i risultati si vedono.
Oggi il via agli Europei: come vede l’Italia?
A mio avviso la prima partita sarà già decisiva. Perchè con Turchia e Grecia sarà proibitiva, mentre le sfide con Svezia e Finlandia mi sembrano abbordabili. Quindi per passare il turno sarà determinante cercare di battere la Russia, una squadra tanto talentuosa quanto imprevedibile. Le assenze si faranno indubbiamente sentire, ma è anche vero che quasi tutte le squadre hanno dovuto registrare delle defezioni importanti. Il gruppo di Pianigiani ha spirito, e la qualificazione al secondo turno non è impossibile.
Roberto Rubiu