Zeman e la “patata bollente” Conti: Crisetig regista per rinascere?

Zdenek Zeman (foto Fabio Murru – Sardegnasport)
“Ma il tempo sta scadendo ormai, tieni palla dai, il pareggio mai, tu non lo firmerai” recita una frase de “La coscienza di Zeman”, canzone di Antonello Venditi dedicata al tecnico del Cagliari. Una frase che ricalca in pieno il modo di pensare del boemo, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Siamo sicuri che Sdengo non avrebbe mai firmato per un pareggio (poi arrivato) a Parma. Non solo per mentalità che lo contraddistingue, ma sopratutto per il momento di crisi che vive il suo Cagliari, ormai con le polveri bagnate da tre partite di campionato. E se non c’è nulla da rimproverare alla fase difensiva – con Ceppitelli e Rossettini perfetti e Avelar tornato titolare – tanto ci sarebbe da dire su quella offensiva.
Un pareggio deludente che ha visto il Cagliari imporre il predominio territoriale ma che superata la trequarti non sapeva più che fare. Una manovra mai veloce, mai fluida, fatta sempre di troppi tocchi e troppe guerre personali. Quanto di più lontano dal gioco chiesto dal tecnico e ammirato in alcune partita precedenti. Il boemo ha attribuito le colpe alla testa dei giocatori, condizionata dalla classifica. Probabilmente questo ha influito, ma almeno quanto le scelte tecniche di Zeman, che anche questa domenica ha peccato di poco coraggio. Conti e Crisetig, è un dato di fatto, non possono giocare insieme, o almeno non in questa delicata fase della stagione. E se i numeri sono tutti dalla parte del centrocampista friulano, perché non provarlo nuovamente nel ruolo di regista?

Lorenzo Crisetig (foto Fabio Murru – Sardegnasport)
Lasciare fuori Conti è dura per qualsiasi allenatore passato da Asseminello. Il nome e le tante stagioni da protagonista pesano al momento delle scelte, infatti anche il boemo ha schierato Crisetig da regista al posto del capitano, solamente quando quest’ultimo era squalificato (Napoli), infortunato (Inter, Verona, Sampdoria) o appena rientrato dall’infortunio (Empoli). Cinque partite dove il Cagliari ha raccolto 8 dei suoi 12 punti, frutto di due vittorie (le uniche in stagione) due pareggi e una sconfitta all’ultimo respiro al Bentegodi. In queste cinque partite il Cagliari è sempre andato in gol (tranne a Verona) segnando 13 gol sui 20 totali. I numeri non sono tutto nel calcio, ma possono aiutare a capire l’andamento di una squadra.
Bisogna fare una scelta chiara e decisa. Se Crisetig gioca alla grande da regista, è altrettanto vero quanto soffra da mezzala insieme a Conti. Il Cagliari non li “sopporta”,specialmente con un Balzano – compagno di catena del friulano a destra- non ancora al meglio fisicamente dopo la sinusite.
Giovedì arriva la Juventus, che vista l’assenza di Bonucci affiderà al solo Pirlo il compito di iniziare l’azione. Serve un centrocampo dinamico, grintoso e che non commetta il minimo errore in uscita o con gente del calibro di Marchisio, Pogba, Vidal e compagnia sono dolori. D’altro canto Lichsteiner a destra ed Evra a sinistra spingono tantissimo, l’ideale per gli inserimenti degli attaccanti esterni, che potrebbero creare grossi problemi se serviti coi tempi giusti. Purtroppo non recupererà Sau e Cossu falso centravanti sarà verosimilmente colui che cercherà, con la sua rapidità, di mettere in crisi Chiellini e Ogbonna.
Al boemo ora la patata bollente, con qualcosa da dimostrare già contro la capolista della Serie A, per dire a tifosi, società e cronisti che non è l’ultimo atto di una Zemanlandia mai cominciata veramente.
Giampaolo Gaias
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