Dinamo Sassari, l’analisi – Raffreddare le menti, poi giudicare. Tante note liete, ma questa squadra è malata

Meo Sacchetti (foto: dinamobasket.com)
Sembrava una Dinamo Sassari corsara in terra croata, invece il Cedevita Zagabria con un ultimo quarto da favola ha fatto sua la gara, lasciando a bocca asciutta i sassaresi. La gara è stata in equilibrio fino all’intervallo lungo, che si è chiuso sul 48 – 55 in favore degli ospiti. La Dinamo nel terzo quarto, grazie ad una difesa super e ad attacchi intelligenti ha allungato con forza portandosi a +17 alla fine dei 30′. L’ultima frazione è stata da incubo per gli uomini di Sacchetti che hanno prodotto soltanto 4 punti, subendone ben 32. Non basta la stanchezza a giustificare una partita buttata via in malo modo, dopo essere stati in vantaggio anche di 20 punti, i biancoblù si sono disuniti e non sono stati in grado di condurre in porto un match ampiamente meritato. Zagabria ha rimesso in piedi la gara grazie anche a tiri impossibili dal perimetro, ma nell’ultimo parziale ha difeso forte, provocando tante palle perse e attacchi sterili.
In evidenza Thomas e Caleb Green rispettivamente con 21 e 20 punti a referto. Buona prova anche per Drake Diener con 14 punti, 4 rimbalzi e 7 assist, ancora nessun punto per Marques Green. In vista della sfida con Varese al PalaSerradimigni, domenica alle 20:30, la Dinamo ha bisogno di ritrovare quel killer instinct che l’ha contraddistinta lo scorso anno in regular season. Non è accettabile gettare al vento partite in questo modo, soprattutto dopo che si è dominato. Comunque tanti i segnali positivi da parte della squadra, c’è da essere fiduciosi per il futuro, anche se questa batosta andrà metabolizzata.
Difficile dire cosa sia successo, obbligatorio ricordare come non sia la prima volta che in questo inizio di stagione Diener e compagni hanno subito parziali mortiferi. A Sassari è più facile replicare, in trasferta quando i buoi scappano diventa complesso riportarli nella stalla. Il solito blackout da squadra immatura ha ridato linfa vitale ai croati, il tipico “braccino” ha inciso quando questi sono tornati sotto la doppia cifra di svantaggio. Meo Sacchetti dovrà lavorare sulla testa, convincendo il gruppo di essere molto più forte di una realtà come il Cedevita, e i tre quarti prima del tracollo lo dimostrano. Certo è che, con questi alti e bassi, non si va da nessuna parte. E la qualificazione al prossimo turno di Eurocup è tutta da conquistare.
Alberto Meloni