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	<title>Sardegna Sport &#187; cagliari-genoa</title>
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		<title>L&#8217;ANALISI &#8211; Che bel Genoa! Ma al Cagliari bastava poco per vincere senza salvare granché</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 12:08:24 +0000</pubDate>
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	<div id="attachment_31242" class="wp-caption alignleft" style="width: 291px"><p class="wp-caption-text">Andrea Cossu, vive un momento di appannamento (FOTO: CLAUDIO SECHI / SARDEGNA SPORT)</p></div>
<p><strong>Cagliari</strong>, il <strong>Sant&#8217;Elia</strong> pare stregato, ma è più difficile esorcizzarlo se ci si complica la vita da soli. <strong>Zeman</strong> ripropone <strong>Balzano</strong>, ritrova <strong>Avelar</strong> e sostituisce gli squalificati <strong>Crisetig e Ibarbo</strong> con <strong>Joao Pedro e Farias</strong>. Gasperini sceglie il fischiatissimo ex <strong>Pinilla</strong> al centro dell&#8217;attacco, in luogo di <strong>Matri</strong>. La partita è intensa, bella a tratti, spigolosa e vive di fiammate. <strong>Fa tutto il Cagliari</strong>: passa in vantaggio con Farias, ristabilisce la parità su autogol di Rossettini, si mangia la vittoria con l&#8217;errore di Avelar dal dischetto e con Longo che getta al vento il più facile dei tap-in. Il tutto aggravato da un Genoa ridotto in 10 per l&#8217;espulsione di Sturaro (fallo da rigore su Conti). Nel finale anche la sfortuna stronca l&#8217;assalto, con Sau (probabile stiramento) ai box e i cambi esauriti.</p>
<p><strong>ESTERNI, CHIUDETE LE PORTE - </strong>Non è stato il Cagliari arrembante visto altre volte, più in trasferta che in casa, a dir la verità. Si è vista una squadra a momenti contratta, incapace di proporre gioco con la continuità e l&#8217;aggressività abituali. Forse uno dei Cagliari peggiori, assieme i tre tempi (su quattro) giocati a Roma tra settembre e novembre. L&#8217;impressione è stata quella di un <strong>“vorrei ma non posso”</strong>, un Cagliari che se avesse accelerato le operazioni avrebbe potuto vincere la partita senza grossi problemi, pur al cospetto di una squadra di spessore come il Genoa di oggi. Difensivamente, come in altre occasioni, le maggiori sofferenze sono arrivare dalle fasce, dove troppo spesso si è concesso di arrivare sul fondo ai veloci esterni genoani. In passato furono Dramè, Lulic e Candreva a mettere in crisi i fluidificanti rossoblù, ieri <strong>Perotti e Lestienne</strong> (che impatto!) hanno banchettato contro <strong>Balzano e Avelar</strong>, spariti dal campo nel secondo tempo.</p>
<p><strong>IN MEDIANA SI BALLA, MA NON IL SAMBA&#8230; - </strong>E&#8217; stato comunque il centrocampo ad andare maggiormente in difficoltà. Alla prova dei fatti, la mossa di dare fiducia a Joao Pedro si è rivelata sbagliata. Già prima del fischio d&#8217;inizio la perplessità di tifosi e addetti ai lavori era forte, pareggiata però dalla fiducia nelle sensazioni zemaniane. Il brasiliano, che tanti vedono meglio più avanti, è apparso ancora un corpo estraneo, lento e non eccelso qualitativamente, sicuramente poco aiutato dalla prova incolore di Ekdal e Conti, quest&#8217;ultimo comunque decisivo con un palo, rigore ed espulsioni procurati e la carica d&#8217;orgoglio.</p>
<div id="attachment_31257" class="wp-caption alignright" style="width: 299px"><p class="wp-caption-text">Albin Ekdal, svedese di 25 anni (foto: SardegnaSport)</p></div>
<p><strong>AAA CERCASI PALLONI - </strong>In attacco nessuno ha offerto prove positive, Cossu e Sau ci hanno messo il cuore ma non hanno ricevuto palloni, soprattutto il tonarese, che ha girato lontano dai pali. Discorso a parte merita Farias: autore del gol spacca partita, gioca mezzora di ottimo livello, poi cala e scompare. Il brasiliano ha sfoggiato tutto il suo repertorio: furetto dai piedi decenti, conoscenza del credo zemaniano, sbadataggine al momento dell&#8217;ultimo passaggio, come quando avrebbe dovuto premiare la fuga da centometrista di Balzano. Il buon Diego, acquisendo ulteriore disciplina tattica e freddezza entrerà maggiormente nelle rotazioni del boemo.</p>
<p><strong>SI PUO&#8217; DARE DI PIU&#8217; - </strong>E&#8217; piaciuto il Genoa, squadra allenata bene e messa in campo meglio. Imperniata sui senatori <strong>Burdisso e Roncaglia in difesa,</strong> un centravanti <strong>(Pinilla o Matri)</strong> in attacco e con tanta qualità nel mezzo. Miriade di centrocampisti che creano gioco e si buttano dentro senza palla, che puntano l&#8217;uomo e finalizzano, senza disdegnare il tiro da fuori. Può andare lontano la squadra di <strong>Gasperini,</strong> ma avrebbe potuto anche rallentare se avesse trovato un Cagliari meno sprecone. La giornata era magra, ma l&#8217;occasione per vincere era arrivata, proprio come in passato, sempre al <strong>Sant&#8217;Elia</strong>. Il tabù casalingo resiste, l&#8217;appuntamento è stato ancora rimandato e questa astinenza inizia a diventare preoccupante. Senza ottenere punti in casa difficilmente ci si salva, anche perché non sempre (eufemismo) si portano a casa pingui saccheggi che valgono comunque, solo 3 punti. Questa tendenza può diventare un problema, numerico e psicologico, che si unisce ad una certa involuzione notata nel collettivo. L&#8217;atteggiamento è parso poco robusto, quando ciò avviene la squadra perde tanta efficacia. Per far funzionare piedi e idee buone presenti in organico &#8211; Zeman lo sa bene &#8211; occorre corroborarli con la convinzione nei propri mezzi e nei dettami praghesi. I risultati aiuterebbero, ma in mancanza di quelli meglio rimboccarsi le maniche.</p>
<p><strong>Pierluigi Aru</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>A &#8216;Casa Cagliari&#8217; Giulini regge un tempo, poi filosofeggia: &#8220;Non vinciamo nemmeno giocando male&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 23:18:46 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<p>Non solo la cornice di pubblico (peraltro non proprio da grandi numeri) presente al &#8220;Sant&#8217;Elia&#8221;. Come di consueto, tanti isolani sparpagliati per il globo hanno seguito le sorti del Cagliari davanti a uno schermo, chi in solitaria e chi in compagnia, più o meno cercata. A Milano, per fare un esempio, sin dal suo insediamento Tommaso Giulini ha affibbiato al locale &#8220;Bruschette e Michette&#8221; l&#8217;onere e l&#8217;onore di trasformarsi in &#8220;Casa Cagliari&#8221;, punto di ritrovo per gli aficionados rossoblù di stanza o di passaggio nella città meneghina. Non può perpetrarsi certo il sapore nostalgico dei circoli sardi che si animavano (oggi molto meno, purtroppo) davanti alla gesta dell&#8217;undici bandiera sportiva dell&#8217;Isola, ma l&#8217;esperimento di impiantare un&#8217;isola a quattro mori in Corso Sempione funziona e il modello è più che mai esportabile.</p>
<p>Pienone nel piccolo ma accogliente locale che a partire da mezzogiorno si colma in ogni ordine di posto. Il presidente arriva poco dopo le 12 in scooter con il più piccolo dei tre figli, munito di casco rossoblù d&#8217;ordinanza, per raggiungere consorte e restante prole. Un presidente in mezzo ai tifosi. Un vertice che plana alla base. La regia televisiva scorre le prime immagini e le formazioni. Giocano Joao Pedro e Pinilla, qualche commento poco lusinghiero. La tensione sale gradatamente, a stemperarla i malloreddus e l&#8217;Ichnusa che affiorano e affollano i tavolini e lasciano in vetrina le pur invitanti birre artigianali in dote al locale. Ritardatari, passanti, non prenotati: la sala si riempie, tutti in cerca dei primi 90&#8242; minuti vittoriosi del Cagliari tra le mura amiche. Si disquisisce della mancanza di almeno un altro vero attaccante da schierare al fianco di Sau. C&#8217;è anche chi vorrebbe un Longo più presente e chi propone, per accontentarlo, un arretramento di Cossu sulla linea dei centrocampisti. A fare da cornice ai commensali banchettanti, l&#8217;allestimento dei simboli rossoblù: magliette, divise, gadget, giornali. L&#8217;altare è pronto.</p>
<p>Al gol di Farias applausi e grida che suppliscono alle sofferenze e agli ansimi dell&#8217;avvio. Si aprono subito forum tattici che esaltano la mentalità di questo nuovo Cagliari, capace di scendere in campo solo per cercare la vittoria. E via ad esaltare il furetto brasiliano e ad enumerare i vari prodotti di fattura zemaniana che spopolano per il mondo. Si nominano i più recenti, Verratti e Immobile, ma c&#8217;è anche chi la sa più lunga e si spinge, temerario, a citare Nesta e Totti. Poi è un discorrere di Foggia, atteggiamento e corsa. Manca ancora più di un&#8217;ora di gioco, la vittoria agli occhi di chi segue è già stata derubricata a pura formalità. Intanto però il Genoa prende coraggio e campo, la squadra del boemo barcolla e in pochi si accorgono che probabilmente quello sceso in campo a digiuno è il peggiore &#8211; Roma a parte &#8211; Cagliari visto in stagione. Con la pancia satolla e un primo tempo da virtuali tre punti si va al riposo soddisfatti tra sigaretta di rito e tappi di bottiglie che concedono altro nettare. Chi veramente, però, la sa più lunga a passo svelto dribbla gli avventori e abbandona la compagnia. Forse troppo nervoso, Tommaso Giulini scompare speditamente nel traffico.</p>
<p>Facce scure, un silenzio sepolcrale e gli insulti che lo interrompono susseguono al fortunoso pareggio del Grifone. Carne viva, fuoco sacro: il tifoso che si articola in tutta la sua incoerenza e ingratitudine. E&#8217; un moto irresistibile, un&#8217;oscillazione repentina: finiscono i sorrisi, spazio alla depressione inframmezzata da qualche lumicino di speranza esternata con blandi incoraggiamenti ogni qual volta la palla sembrerebbe essere intenzionata a rimbalzare dalle parti di Perin. Poi le montagne russe d&#8217;improvviso: l&#8217;urlo abortito e l&#8217;imprecazione strozzata dal palo colpito da Conti, l&#8217;angoscia rabbiosa per il liscio di Farias, il boato finale per il fallo di Sturaro sul Capitano. Si dimentica tutto il brutto masticato: il Cagliari è potenzialmente di nuovo in vantaggio. La potenza però Avelar la dimentica, così come la precisione: il parto della gioia fallisce e chi può metterci una pezza, e diventare il nuovo eroe della banda, si esibisce in un tap-in goffo e deturpante. No, Longo non sarà mai il nuovo Filippo Inzaghi. Di questo ne siamo certi. Resta da giocare una buona fetta di secondo tempo in superiorità numerica, ma poi Sau si stira e tra movimenti orizzontali di capo e singhiozzi sconsolati e triviali si scuote l&#8217;ultima bottiglia. Finita anche quella, è ora di andare.</p>
<p>Chi torna a salutare la comunità, invece, è il patron. Il secondo tempo l&#8217;ha visto da casa, in solitaria. Sorride, ma in una maniera che l&#8217;amarezza sprigionata è tanto veemente da travolgere chiunque nel raggio di dieci metri. Il &#8220;Sant&#8217;Elia&#8221; che ha contribuito a riaprire in tutti i suoi settori a tempo di record resta stregato e frequentato meno delle attese. &#8220;Non vinciamo nemmeno quando giochiamo male&#8221; ripete come un mantra per sbollire la delusione. La voglia di parlare però non c&#8217;è, quella di voler vincere è invece manifesta: pronuncia i nomi di Avelar e di Longo, ma non segue alcun commento. C&#8217;è chi prova a distrarlo invitandolo a debuttare in porta all&#8217;ultima di campionato e chi a ospitare un concerto di Vasco Rossi allo stadio; ribatte che &#8220;magari non Vasco, ma a qualcosa stiamo pensando per l&#8217;estate&#8221;. Purché non siano i Maurilios di Cellino, va tutto bene. Convenevoli, foto, strette di mano. &#8220;Casa Cagliari&#8221; si svuota e si dà appuntamento tra due settimane. &#8220;Pazienza&#8221; dice Giulini mentre si allontana dopo aver salutato amici e tifosi. Guadagna casco e scooter e fila via. Pazienza, sì. Resta la sensazione di aver fatto parte di un&#8217;agguerrita e coesa enclave rossoblù in quel di Milano e quella, ancora più benefica, di assistere a un progetto serio che prevede di andare molto lontano. Pazienza, ma solo per adesso. I risultati arriveranno. Arriveranno.</p>
<p><strong>Matteo Sechi</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari-Genoa, zona mista &#8211; Ceppitelli: &#8220;Potevamo vincere&#8221;. Farias: &#8220;Gioia rovinata, bisogna fare gol e punti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 14:37:47 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_39419" class="wp-caption alignleft" style="width: 182px"><p class="wp-caption-text">Luca Ceppitelli, nato a Castiglione del Lago</p></div>
<p>Nella zona mista del Sant&#8217;Elia sono i cagliaritani <strong>Luca Ceppitelli e Diego Farias, </strong>oltre al genoano <strong>Nicolas Burdisso</strong>, i giocati a parlare con i giornalisti delle televisioni e della carta stampata. Il difensore umbro si rammarica per la mancata vittoria, ma riconosce che oggi non è stato il miglior Cagliari. &#8220;Potevamo vincere, sicuramente la prestazione è stata inferiore a quelle del passato, ma abbiamo dimostrato che anche oggi le chance di avere la meglio sull&#8217;avversario c&#8217;erano tutte. Ora ci sarà una sosta, staccheremo un po&#8217; la spina e poi sotto con il Napoli che è senza dubbio uno degli avversari più complicati&#8221;. Il Cagliari da due anni non segna con i suoi difensori centrali: &#8220;E&#8217; un bel problema, oltre che un peccato, speriamo di sbloccarci presto e che io possa finalmente segnare con la maglia del Cagliari&#8221;. Sia Ceppitelli sia Rossettini si sono disimpegnati bene contro l&#8217;ex Pinilla: &#8220;E&#8217; un grande attaccante, è stato molto bravo in alcuni movimenti come quando ha fatto la rovesciata, però penso di averlo contenuto egregiamente, anche perché il Genoa ha tirato più che altro da fuori area, e lì è stato abile Cragno a disinnescare i tentativi dei liguri&#8221;.</p>
<p><strong>Farias</strong> si vede strozzata la festa per il primo gol in campionato. &#8220;Sono contento, peccato perchè non è arrivata una vittoria che meritavamo. Il gol? Ho avuto modo di pensare prima di metterla dentro, è vero, però i pensieri principali in quegli attimi erano rivolti a dare un grande beneficio alla squadra con quel gesto&#8221;. Fu il brasiliano a segnare il primo gol ufficiale di questa stagione: &#8220;Ho cercato di sfruttare l&#8217;occasione, il movimento del gol lo proviamo spesso e quando sono in forma riesco a tagliare con velocità da destra verso sinistra. Dobbiamo lavorare sodo per capitalizzare il gioco prodotto e le chance che ci guadagniamo, in questo periodo bisogna fare più punti possibili, a Napoli sarà durissima contro una delle formazioni più forti in assoluto del nostro campionato&#8221;.</p>
<p>Grande serenità e soddisfazione per l&#8217;argentino <strong>Burdisso</strong>, che loda i compagni: &#8220;Questo è uno spogliatoio di grandi uomini, un gruppo davvero di alto livello. Lavoriamo dal punto di vista fisico e atletico come poche squadre al mondo, stiamo trovando grande unità d&#8217;intenti e giochiamo bene, è un ottimo momento&#8221;. Il Genoa, in parità numerica, si è fatto preferire: &#8220;Avevamo preparato bene la partita, siamo entrati in campo con lo spirito giusto e producendo un gioco gradevole, peccato non aver fatto gol quando potevamo, soprattutto nella parte iniziale del secondo tempo. Il Genoa sta facendo molto bene, all&#8217;inizio le aspettative non erano eccellenti e invece siamo riusciti a trasformare il pronostico, ora continuiamo così&#8221;.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari-Genoa, le pagelle &#8211; Conti trascinatore. Finalmente Longo, ma quella respinta&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 13:40:59 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_34203" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Diego Farias, attaccante del Cagliari (foto: Gianluca Zuddas &#8211; SardegnaSport)</p></div>
<p><strong>Cragno voto 6 - </strong>Continua a non essere granché impegnato, stavolta viene beffato dal compagno Rossettini e si disimpegna tutto sommato bene in occasione dei vari traccianti che sorvolano area e porta.</p>
<p><strong></strong><strong>Balzano voto 6 - </strong>Si merita la sufficienza con un primo tempo gagliardo, sostanzialmente da migliore in campo, perché suona sempre la carica e porta il pallone in zona-gol. In un&#8217;occasione viene ignorato totalmente da Farias, nella ripresa cala e tiene maggiormente la posizione, ma Perotti gli fa vedere i sorci verdi sulla zona di competenza.</p>
<p><strong>Ceppitelli voto 6 - </strong>Prova senza infamia né lode per l&#8217;umbro, che chiude puntualmente e tempestivamente in alcune circostanze temibili. Riesce a gestire Pinilla in combutta con Rossettini.</p>
<p><strong>Rossettini voto 5,5 - </strong>Perde la sufficienza con l&#8217;autogol sfortunato che beffa Cragno, il Cagliari e il Sant&#8217;Elia. Per il resto offre la solita prova di affidabilità, tenendo botta fisicamente con l&#8217;ex compagno Pinilla.</p>
<p><strong>Avelar voto 5 - </strong>Cambia lato e sbaglia, gettando alle ortiche il vantaggio agognato. Al di là dell&#8217;errore dal dischetto, prova incolore per il brasiliano, quasi mai presente negli ultimi 20 metri e protagonista anche di un paio di punizioni invitanti sciupate.</p>
<p><strong>Joao Pedro voto 5,5 &#8211; </strong>Un paio di palloni potenzialmente invitanti e una veronica che beffa Antonelli sulla linea di fondo fino a fargli commettere fallo sul brasiliano. Il resto è una partita abulica, non certo aiutato dal resto della squadra e dal ritmo generale di una manovra poco ispirata. Non sembra avere i tempi e la corsa della mazzala zemaniana, la qualità per sopperire al deficit ancora non si vede (dal 72&#8242; <strong>Dessena voto 5,5 - </strong>Non riesce a cambiare passo ad una mediana inchiodata dal passo lento di Joao Pedro. Zeman lo sceglie per dare esperienza e maturità nell&#8217;assalto finale ma non cambia granché).</p>
<p><strong>Conti voto 6,5 - </strong>Alla fine risulta essere il migliore in campo, non tanto per una prestazione che non è certo migliore di quella dei compagni di reparto, quanto perché suona la carica con una punizione sul palo, il rigore procurato e le incursioni in area genoana che illudono sull&#8217;orgasmico gol di giornata. In ripresa, carica che va oltre l&#8217;aspetto tecnico-tattico.</p>
<p><strong>Ekdal voto 5 - </strong>La bella iniziativa che porta al calcio di rigore è l&#8217;unica cosa pregevole della sua partita, nella quale non si vede granché fino alla sostituzione forse anche tardiva. La catena di sinistra con Cossu e Avelar non funziona, e infatti da quella parte la proposta offensiva risulta minima. Calo di forma da fronteggiare. (dal 79&#8242; <strong>Donsah voto 5,5 - </strong>Prova a dare la scossa ma non incide nei pochi minuti a disposizione, qualche pallone buttato alla renfusa)</p>
<p><strong>Farias voto 6 - </strong>Primo tempo da 7 per il gol realizzato e la capacità di spaccare in due la difesa avversaria con le sgroppate e la qualità che comunque gli è propria. Zeman si affida al suo pupillo e ha ragione, anche se nella ripresa (voto 5, da qui la media) sparisce dal campo senza offrire il minimo spunto ad un Cagliari inceppato.</p>
<p><strong>Sau voto 5 - </strong>Come al solito si sbatte tantissimo anche quando i rifornimenti sono da ricercare col lanternino. Proprio per questo la sua prestazione perde valore e livello, fino ad un infortunio tutto da valutare. Pochi minuti da esterno sinistro, evidentemente la convivenza con Longo non s&#8217;ha da vedere. Esce a 10&#8242; dalla fine e la squadra perde il vantaggio della superiorità numerica.</p>
<div id="attachment_32874" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Joao Pedro nel giorno della presentazione ufficiale (foto: SardegnaSport)</p></div>
<p><strong>Cossu voto 5 -</strong> Prova ad azionarsi subito ma sbaglia il passaggio decisivo per chi accorre. E&#8217; il primo di una serie discretamente lunga, che rende insufficiente la solita prova di corsa e sacrificio del numero 7, evidentemente poco lucido dopo tante partite giocate consecutivamente (dal 63&#8242; <strong>Longo voto 6 -</strong> Mezzo punto in meno per via di quella sciagurata respinta dopo l&#8217;errore di Avelar dal dischetto. Il resto è però una prova convincente, con l&#8217;ex interista che lavora bene di sponda, si muove nello stretto beffando quasi sempre uno o due marcatori genoani, e creando grossi problemi alla retroguardia di Gasperini. In crescita evidente, merita totale fiducia)</p>
<p><strong></strong><strong>Zdenek Zeman voto 5,5 - </strong>Dopo la mossa di Pisano al posto di Balzano lunedì scorso, stavolta sorprende con Joao Pedro titolare, lasciando in panchina Dessena e Donsah. Il brasiliano non ripaga la fiducia, in generale il Cagliari non è stato quasi mai brillante, se non in occasione di qualche fiammata isolata, come quella che porta al rigore o al gol. Il digiuno di vittorie casalinghe comincia a essere un problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fabio Frongia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari-Genoa, sala stampa &#8211; Zeman insoddisfatto: &#8220;Prestazione non buona&#8221;, Gasperini: &#8220;Abbiamo giocato meglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 13:30:10 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_32191" class="wp-caption aligncenter" style="width: 623px"><p class="wp-caption-text">Zdenek Zeman (FOTO: SARDEGNA SPORT)</p></div>
<p>Dopo <strong>Cagliari-Genoa, </strong>il tecnico del Cagliari, <strong>Zdenek Zeman, </strong>commenta così la prestazione dei suoi, che oggi affrontavano il <em>Grifone</em> senza gli squalificati Crisetig e Ibarbo e in un orario insolito come quello delle 12.30: <em>&#8220;Eravamo in difficoltà nel primo tempo &#8211; esordisce il boemo &#8211; abbiamo segnato, ci siamo fatti autogol e poi abbiamo giocato meglio. Ma sbagliando due rigori è difficile vincere. Non sono convinto che quella di oggi sia stata una buona partita. Quando ci abbiamo provato abbiamo fatto bene, ma non abbiamo insistito. La squadra non si rende conto quando è il momento di affondare il colpo. Contro la difesa a tre è difficile, con i tre piccoli in avanti soffriamo fisicamente. Contro gente come Roncaglia, o lotti o molli e noi spesso abbiamo mollato. Eravamo confusi nel primo tempo, poche combinazioni dei centrocampisti e cominciavamo a giocare da dietro. Tanto è vero che abbiamo fatto gol su lancio di Rossettini, ma io vorrei che a creare gioco fossero i centrocampisti. Il risultato lo accetto, potevamo fare gol sia noi che il Genoa, ma mi aspettavo di più dalla prima squadra. Il pressing alto? Non credo, in settimana abbiamo provato le contromosse, il problema è fare le giocate coi tempi giusti. Oggi non ci siamo riusciti. Il centrocampo deve costruire, ma non si può affidare a un solo uomo. È difficile costruire solo camminando &#8211; e non correndo -, quando lo abbiamo fatto sugli esterni ci siamo riusciti.&#8221;</em> Su <strong>Longo</strong>: <em>&#8220;È stato positivo, ma se avesse fatto gol sarebbe stato meglio. A volte non riesce a leggere certe giocate, in una occasione col due contro due anzichè dare la palla si è girato senza motivo. Deve migliorare.&#8221;</em> Il <strong>rigore</strong>: &#8220;<em>Avelar è il nostro rigorista, ha segnato già dei rigori e non capisco perchè oggi abbia cambiato modo di tirare&#8221;</em>. Sulle condizioni di <strong>Sau</strong>: &#8220;<em>Sta male per ora, probabilmente si tratta di uno stiramento alla coscia, farà degli esami al più presto&#8221;.</em></p>
<p>Il mister dei liguri, <strong>Gian Piero Gasperini</strong>: &#8220;<em>Eravamo curiosi di giocare questa partita contro una squadra non facile. Abbiamo combattuto con le loro armi, nel primo tempo abbiamo giocato meglio anche se paradossalmente siamo andati sotto. Anche in dieci siamo stati pericolosi, perdere su rigore sarebbe stato una beffa. È stato un buon Genoa durante l&#8217;arco di tutta la gara, non abbiamo mai rinunciato, a volte siamo mancati un po&#8217; nella rifinitura e per colpa di una nostra ingenuità abbiamo preso gol. Al cospetto di una squadra che gode giustamente gode di tanta considerazione. Abbiamo avuto diverse opportunità, oltre alla traversa di Kucka. Antonelli ha curato particolarmente la parte difensiva oggi, ma ha offerto comunque una prova positiva. Ho messo Izzo per avere un difensore in più nei minuti finali. Matri? Purtroppo quando hai un infortunio come quello su Marchese o un&#8217;espulsione come quella su Sturaro non puoi fare i cambi che vorresti. Avrei voluto usare quest&#8217;arma, magari in staffetta con Pinilla, ma la partita non me l&#8217;ha consentito. Kucka ha preso una brutta botta, era sofferente, a quel punto ho dovuto schierare Lestienne. È stata una partita imponderabile, un pasticcio tra Marchese e Perin ci ha fatto andare sotto in un momento in cui potevamo andare sopra. Il risultato non ci ha premiati, ma credo che la nostra prestazione sia stata superiore.&#8221;</em></p>
<p><strong>dall&#8217;inviato Roberto Rubiu</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari-Genoa 1-1: pareggio giusto, rossoblù sfortunati e autolesionisti</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 10:15:45 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_39402" class="wp-caption aligncenter" style="width: 623px"><p class="wp-caption-text">Cagliari e Genoa all&#8217;ingresso in campo (foto: SardegnaSport)</p></div>
<p>Il Cagliari ospita il Genoa in un match all&#8217;ora di pranzo che molto dovrà dire, e molto dirà, su quello che i rossoblù sardi sanno fare, dopo due mesi abbondanti di stagione ufficiale sotto il comandante Zeman. Al Sant&#8217;Elia, dove per ora sono arrivati solo tre pareggi e una sconfitta, arriva un Genoa che è forse la squadra più in salute della Serie A, reduce dalla vittoria (4-2) di Udine.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>SEGUI LA DIRETTA SCRITTA E FOTOGRAFICA DI CAGLIARI-GENOA DAL SANT&#8217;ELIA &#8211; SARDEGNASPORT.COM</strong></span></p>]]></content:encoded>
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		<title>ESCLUSIVA &#8211; Francesco &#8220;Kawasaki&#8221; Rocca: &#8220;Zeman è sempre attuale. Crisi calcio italiano? Bisogna correre&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 10:14:56 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_39398" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Francesco &#8220;Kawasaki&#8221; Rocca</p></div>
<p>Arriva in solitaria, pacato e silenzioso come da tradizione, ma Francesco Rocca &#8211; calciatore della Roma dal 1972 al 1981, allenatore federale dal 1988 (guidava la selezione azzurra alle Olimpiadi di Seul) e attuale osservatore per il nuovo corso targato Antonio Conte &#8211; ha le idee chiare. E con quelle si siede sugli spalti dello stadio Sant&#8217;Elia per osservare gli &#8220;azzurrabili&#8221; di Cagliari e Genoa. Da Cragno (convocato nell&#8217;under-20) a Murru, Benedetti e Barella (questi tre in panchina) passando per i genoani Perin, Sturaro e Mandragora, sono tanti i calciatori da tenere d&#8217;occhio.</p>
<p>&#8220;Non faccio nomi &#8211; ammonisce subito Rocca &#8211; sicuramente mi aspetto di vedere del buon calcio perché due allenatori come Zeman e Gasperini hanno sempre proposto ottime cose e spettacolo con le squadre che hanno costruito e allenato&#8221;. E&#8217; un Cagliari che ha bisogno disperato della vittoria per esprimere con più serenità il gioco del boemo oppure non è giusto parlare di pressione? &#8220;Io penso che l&#8217;importante sia giocare bene, essere convinti del proprio lavoro e di un&#8217;idea di calcio portata avanti sin dall&#8217;inizio del ritiro. Poi i risultati arriveranno, in ogni caso avere ansie è sempre controproducente&#8221;.</p>
<p>I detrattori parlano di un calcio zemaniano vecchio, sempre uguale da oltre vent&#8217;anni. E&#8217; d&#8217;accordo? &#8220;Il calcio è sempre quello &#8211; risponde netto &#8211; corsa, sacrificio, voglia di battersi, non è che ci sia molto da inventare&#8221;. La chiusura è sullo stato di salute del pallone italiano: &#8220;Bisogna correre &#8211; conclude Rocca &#8211; alzare i ritmi, essere abituati a non fermarsi e imprimere la propria velocità, che deve essere alta, durante le partite e di fronte agli avversari. Il nostro problema è che corriamo poco, con il nuovo corso guidato da Conte speriamo di riuscire a portare qualcosa&#8221;.</p>
<p><strong>Fabio Frongia</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari-Genoa &#8211; Zeman, senza sorprese non posso stare. E i ballottaggi li risolvo così&#8230; PROBABILI FORMAZIONI</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2014 17:00:57 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_34193" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Joao Pedro (FOTO: GIANLUCA ZUDDAS &#8211; SARDEGNA SPORT)</p></div>
<p><strong>Zdenek Zeman</strong> si diverte. Se non siamo di fronte ad un mister che gode nel beffare i giornalisti, sicuramente sentire le domande e le reazioni di chi vorrebbe prevedere o capire le sue scelte provoca nel mister praghese un certo spasso. Zeman non ha celato, oggi in <a title="Cagliari-Genoa, Zeman: “Farias? Forse, ma Caio… E Benedetti è migliorato”. Un ballottaggio per reparto" href="" target="_blank">conferenza stampa alla vigilia di <strong>Cagliari-Genoa</strong></a>, il sorriso di fronte alle ipotesi di formazione che volevano stanarlo. <em>&#8220;Parlate solo di Farias, ma anche Caio è un&#8217;alternativa importante&#8221;,</em> rispondeva alle domande inerenti l&#8217;ex Chievo. E ancora<em> &#8220;Dessena, Donsah, ma per me c&#8217;è pure Joao Pedro, che è centrocampista e predilige la sinistra&#8221;</em>, riferendosi alla lotta per una maglia al fianco di Conti ed Ekdal.</p>
<p><strong>L&#8217;ORA DI JOAO? - </strong>Crescono di minuto in minuto le chance di vedere in campo dal primo minuto, al cospetto del <em>Grifone</em>, proprio<strong> Joao Pedro,</strong> reduce dal primo gol in Serie A, nel finale disperato di Lazio-Cagliari. Un movimento da attaccante vero che non ha fatto cambiare opinione a Zeman, pronto a rilanciare il brasiliano che era stato subito promosso a titolare dopo l&#8217;arrivo a fine mercato. Primo match utile ed ecco la mezzora contro l&#8217;Atalanta, replica a Roma (contro i giallorossi) ma nulla di convincente e l&#8217;idea di un pesce fuor d&#8217;acqua. Ci sarà la rinascita definitiva dell&#8217;ex Estoril?</p>
<p><strong>NOVITA&#8217; IN DIFESA? SOLO UNA&#8230; - </strong>E&#8217; stato il giorno anche di Benedetti, promosso apertamente da Zeman, che lo ha definito migliorato rispetto al ritiro estivo, al termine del quale (non è un mistero) era stato bocciato. Pronto a lasciare l&#8217;Isola, alla fine è rimasto e ha scalato le gerarchie con un&#8217;ottima partita contro la Sampdoria e l&#8217;autoritaria mezzora di lunedì scorso all&#8217;Olimpico. Sarà abbastanza per scalzare<strong> Ceppitelli</strong> (<em>&#8220;E&#8217; andato maluccio&#8221;</em>, ha sentenziato Zeman sulla prova dell&#8217;ex Bari contro la Lazio) dal centro della difesa rossoblù? Difficile, la sensazione è che in linea con <strong>Balzano, Rossettini e Avelar</strong> verrà riproposto il centrale umbro.</p>
<p><strong>ATTACCO, VIETATO OSARE - </strong>Da ricordare come Zeman sia avvezzo alle sorprese, anche in zona-Cesarini, che per ora hanno sempre riguardato il duello Pisano-Balzano. Il sardo &#8220;perse&#8221; a ridosso del Milan, il pugliese si è seduto inaspettatamente in panchina nell&#8217;ultima partita capitolina. Pensa e ripensa, Zeman, che in attacco deve sostituire Victor Ibarbo. <em>&#8220;Fisicamente, tra Ibarbo e gli altri non c&#8217;è storia&#8221;</em>, lo Zeman-pensiero del sabato, e così il boemo opterà per un brasiliano tra <strong>Farias</strong> e Caio Rangel. Più conosciuto il primo, anche se <em>&#8220;non sai mai come sta Farias, non lo capisci&#8221;</em> (Zeman dixit), più esperto e &#8220;ordinario&#8221; rispetto a un Caio Rangel (classe 1996) tutto da scoprire, adrenalina allo stato puro. Proprio per questo da considerarsi ancora mossa &#8220;spacca-partite&#8221;.</p>
<p><strong>Tre ballottaggi</strong>, almeno, nell&#8217;undici anti-Genoa. Ceppitelli e Farias con ogni probabilità ci saranno dall&#8217;inizio, più combattuta la lotta a tre in mediana, con Joao Pedro che è in fase di sorpasso, accelerato.</p>
<div id="attachment_34200" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Luca Ceppitelli impegnato in amichevole (foto: Gianluca Zuddas &#8211; SardegnaSport)</p></div>
<p><strong>GASPERINI: &#8220;ABBIAMO FAME&#8221; - </strong>Il <strong>Genoa</strong> sarà seguito in Sardegna da almeno 150 tifosi, che arriveranno in nave, ma potrebbero essercene di più con l&#8217;&#8221;aiuto&#8221; dei sostenitori del club più antico d&#8217;Italia che risiedono nell&#8217;Isola. 22 i convocati di Gasperini, pronto a confermare il suo 3-4-3 molto variabile, con i centrocampisti e le punti abili nello scambiarsi posizione, aiutare in massa il centravanti (Matri favorito su Pinilla) e fare densità in fase di non possesso. &#8220;Le squadre di Zeman son sempre imprevedibili &#8211; ha detto <em>Gasp</em> &#8211; vogliamo chiudere bene questo ciclo di partite. Il Cagliari non è stato molto continuo ma gioca bene, ha fornito ottime prestazioni e messo in difficoltà tante squadre. La fame del Genoa non è venuta meno &#8211; continua il tecnico &#8211; siamo in un momento fantastico sotto tutti i punti di vista e non vogliamo fermarci&#8221;.</p>
<p><strong>PROBABILI FORMAZIONI </strong></p>
<p><strong>CAGLIARI (4-3-3):</strong> Cragno; Balzano, Ceppitelli, Rossettini, Avelar; Joao Pedro, Conti, Ekdal; Farias, Sau, Cossu. Allenatore: Zdenek Zeman<br />
A disposizione: Colombi, Capuano, Benedetti, Pisano F., Murru, Capello, Donsah, Dessena, Caio Rangel, Longo. Allenatore Zeman<br />
Squalificati: Crisetig, Ibarbo<br />
Indisponibili: Eriksson<br />
<strong>GENOA (3-4-3):</strong> Perin; Roncaglia, Burdisso, Marchese, Edenilson; Bertolacci, Sturaro, Antonelli; Perotti, Matri, Iago. Allenatore: Gian Piero Gasperini<br />
A disposizione: Lamanna, Izzo, Antonini, Rosi, Mandragora, Greco, Mussis, Kucka, Lestienne, Pinilla.<br />
Indisponibili: Fetfatzidis, Rincon, De Maio</p>]]></content:encoded>
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		<title>Toh, chi si rivede: Matri e Pinilla, due ex ingombranti</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2014 12:00:39 +0000</pubDate>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_39342" class="wp-caption aligncenter" style="width: 810px"><p class="wp-caption-text">Alessandro Matri e Mauricio Pinilla: contro il Genoa il Cagliari incrocerà il suo recente passato (foto: genoacfc.it)</p></div>
<p>E&#8217; una coppia che a Cagliari conosciamo bene. Stiamo parlando di Alessandro Matri e Mauricio Pinilla che, in periodi diversi seppur ravvicinati, hanno indossato la maglia rossoblù. In due hanno segnato complessivamente 58 reti, conquistando durante la loro militanza il cuore dei tifosi. Ancora oggi indossano la maglia rossoblù ma è quella del Genoa che, domenica alle ore 12:30, scenderà in campo allo stadio &#8220;Sant’Elia&#8221;. E c’è curiosità per l&#8217;accoglienza che verrà riservata ai due bomber.</p>
<p>Matri, in realtà, sul prato cagliaritano ha già giocato da ex con la maglia della Juventus nel febbraio del 2011 e l’ospitalità non fu delle migliori. Gran parte del pubblico non digerì il suo rocambolesco passaggio in bianconero nelle ultime ore del mercato invernale. Fu l&#8217;ironia della sorte che lo contrappose, dopo neanche sette giorni dalla sua cessione, alla squadra che lo aveva lanciato in Serie A. Finì 3 a 1 a favore dei torinesi proprio in virtù della doppietta dell&#8217;attaccante lodigiano e del gol di Toni (per il Cagliari timbrò invece Acquafersca). Da quel momento il giocatore scuola Milan non ha messo più piede al Sant’Elia ma le occasioni per “castigare” i sardi non sono mancate. Nel dicembre del 2012, un Cagliari pellegrino fu costretto a giocare contro la Juventus Campione d’Italia allo stadio Ennio Tardini di Parma. Il motivo? Il sindaco di Quartu Sant’Elena, Mauro Contini, diede in ritardo l’ok per l’agibilità del discusso impianto di “Is Arenas” e la Lega fu costretta a dirottare il match nel teatro emiliano. Reduci da quattro sconfitte consecutive, i rossoblù si illusero con un gol di Pinilla (vedi il destino) su calcio di rigore. Nella ripresa però uscì fuori la tempra della Vecchia Signora, trascinata dall’ex bomber che nel finale segnò un’altra doppietta. Insomma, un ex &#8220;ingrato&#8221; che contro il Cagliari si è già levato qualche soddisfazione.</p>
<p>Per Pinilla invece è la prima volta da ex al &#8220;Sant’Elia&#8221; e mai come in passato il pubblico cagliaritano appare così spaccato nei confronti di un giocatore che è stato capace di stregare, in particolar modo nei primi scoppiettanti sei mesi della sua avventura, la tifoseria. C’è chi sostiene che le dichiarazioni del bomber cileno, pronunciate durante il mondiale (<em>&#8220;</em><em>Ho</em><i> un anno di contratto ma andrò via dal Cagliari dove sono stato benissimo. Resto in Italia? No andrò all&#8217;estero</i>”), fossero diretta conseguenza dell’approdo di Zdenek Zeman in Sardegna. In realtà il giocatore progettava di andar via già da tempo e più volte, anche nel corso della stagione 2013-2014, aveva fatto intuire, quasi in modo esplicito, che non avrebbe rinnovato il contratto, in scadenza nel giugno 2015. Il duo degli ex può far paura seppur domenica, contro il Cagliari, non dovrebbero partire insieme dal primo minuto. Gasperini ha più volte espresso perplessità sull&#8217;impiego simultaneo delle due punte, che a suo dire difficilmente potrebbero coesistere nello schema offensivo genoano. Per questo Matri sembra il favorito a guidare l’attacco del grifone, affiancato da Kucka e dal fantasista Perotti, mentre “El pistolero” verrà con ogni probabilità impiegato in corso d’opera. Entrambi hanno il Cagliari nel cuore ma domenica non ci sarà spazio per i sentimenti.</p>
<p><strong>Andrea A. Matacena</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Zeman, quale samba ti stuzzica di più? Dessena-Donsah, esperienza o furore?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 23:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sardegna Sport</dc:creator>
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	<br/>
	<div id="attachment_32874" class="wp-caption alignleft" style="width: 378px"><p class="wp-caption-text">Joao Pedro nel giorno della presentazione ufficiale: giocherà nel tridente d&#8217;attacco? (foto: SardegnaSport)</p></div>
<p><em>&#8220;Solitamente i miei allenamenti hanno tappe fisse, anche per dare un certo tipo di routine ai calciatori, poi è chiaro che qualche variazione sul tema può verificarsi. Difficilmente, però, inverto velocità e parte atletica, scatti e corsa lunga&#8221;</em>. Così parlava<strong> Zdenek Zeman</strong> domenica scorsa all&#8217;ora di pranzo (168 ore esatte da <strong>Cagliari-Genoa</strong>), rispondendo ad una domanda sui suoi metodi di allenamento. Il boemo, che in questi mesi ha &#8211; per ammissione degli stessi giocatori del Cagliari &#8211; fatto sudare i suoi ragazzi, li ha riportati sul campo nella mattinata di giovedì, dopo la doppia seduta di mercoledì e prima di quella di venerdì, nell&#8217;antivigilia del match contro i rossoblù genovesi.</p>
<p><strong>QUALE BRASILIANO DI PUNTA? - </strong>Zeman e il suo staff alterneranno lavoro atletico, basato essenzialmente sulla rapidità, a quello orientato alla tattica, dopo essersi concentrati, mercoledì, su possesso palla e fase difensiva. Il tecnico dei sardi può sfogliare una fitta margherita, anche se a essa mancano due petali tra i più importanti, che portano il nome di <strong>Crisetig e Ibarbo, squalificati</strong> per una giornata. Se i dubbi relativi alla difesa appaiono minimi, con <strong>Balzano e Avelar</strong> pronti a riprendersi il posto occupato da Pisano e Murru sulle corsie esterne in quel di Roma, tanti i punti interrogativi in mediana, dove resta vacante il posto di mezzala destra, considerando <strong>sicuri del posto capitan Conti</strong> (anche per assenza di concorrenti) e <strong>Albin Ekdal</strong>, uno dei meno peggio lunedì scorso. Davanti, cambierà per la prima volta dopo diverse giornate il tridente. Sperano in tre: <strong>Farias</strong> (favorito), <strong>Caio Rangel</strong> (contusione smaltita) e <strong>Longo</strong>, ultimo nelle gerarchie per quell&#8217;incompatibilità con Sau, sostenuta finora da Zeman mediante scelte e dichiarazioni. Attenzione, poi, alla carta <strong>Joao Pedro </strong>da attaccante, mossa tutt&#8217;altro che da scartare.</p>
<p><strong>LA DIFESA SEMBRA FATTA - </strong>Mettendo da parte un Genoa in salute oltre ogni più rosea aspettativa della vigilia, con gli ex <strong>Matri e Pinilla</strong> a fare da spauracchi che ricordano tempi tra il bellissimo (il lodigiano) e l&#8217;ondivago (il cileno), sono molteplici i temi tecnico-tattici a ridosso del match. La gara di Roma ha detto che Balzano, in questo momento, è di gran lunga superiore a Pisano, per qualità di corsa e adattamento al credo di Zeman, la cui scelta a sorpresa aveva stupito e lasciato (non poco) perplessi. Difficile che l&#8217;ottimo Benedetti visto all&#8217;Olimpico sorpassi Ceppitelli, anche se Zeman non è tipo da disdegnare colpi di scena (lo stesso inserimento di Benedetti anziché di Capuano né la riprova). Sicuramente il figlio d&#8217;arte è stato piacevole scoperta, per la seconda volta in stagione.</p>
<div id="attachment_32181" class="wp-caption alignright" style="width: 378px"><p class="wp-caption-text">Diego Farias, è arrivato dal Chievo nell&#8217;estate 2014 (foto: SardegnaSport)</p></div>
<p><strong>MEDIANA, CORSA A DUE - </strong>A centrocampo ci sarà da scegliere tra l&#8217;esperienza di Dessena, fuori dagli undici da tre partite, e la freschezza di Donsah, beniamino del pubblico grazie alla verve dimostrata e le ottime scelte operate quando chiamato in causa. Per il momento i due sono appaiati in un&#8217;ipotetica corsa alla maglia: è indubbio come il ghanese sia nelle grazie di uno Zeman attentissimo alle nuove leve da lanciare, ma in un match delicato il curriculum del veterano potrebbe pesare. Come ribadito a più riprese in risposta a nostre domande, Zeman non considera Cossu potenziale mezzala, nonostante per capacità di palleggio e tenuta atletica (memorabili e recenti le corse in ripiegamento) l&#8217;idea sia venuta a molti. Per ora lo abbiamo ammirato in quel ruolo nel finale contro la Sampdoria e in qualche allenamento, ma <em>&#8220;è mossa di disperazione&#8221;</em>, dice Zeman senza remore.</p>
<p>Chiudiamo con l&#8217;attacco. <strong>Farias-Caio-Longo</strong>, questo l&#8217;ordine di gerarchia. Stiamo dimenticando qualcuno? Sì, quel<strong> Joao Pedro</strong> che da punta navigata ha girato alle spalle di Marchetti il primo pallone della sua carriera italiana. Il veneto è il cambio di Sau, il brasiliano ex Chievo pare favorito alla luce della conoscenza degli schemi del mister, che l&#8217;ha voluto fortemente con sé, mentre il classe &#8217;96 appare ancora la classica carta &#8220;ignorante&#8221; per spaccare o recuperare le partite, puntando su velocità e imprevedibilità.</p>
<p>Due posti vaganti, entrambi sull&#8217;out di destra, (almeno) cinque giocatori in lizza. Chi siederà per primo nella sala da pranzo del Sant&#8217;Elia?</p>
<p><strong>Fabio Frongia</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari e Zeman, contro il Genoa in serenità. Stadio pieno? Non solo col bel gioco&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 11:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sardegna Sport</dc:creator>
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	<br/>
	<div id="attachment_32184" class="wp-caption aligncenter" style="width: 623px"><p class="wp-caption-text">Zdenek Zeman, deve ritrovare il suo Cagliari contro il Genoa (foto: SardegnaSport)</p></div>
<p>E fu così che, dopo le goleade inflitte a Inter ed Empoli, a servire il poker arrivarono per una volta gli avversari del <strong>Cagliari</strong>: la Lazio, lanciata al terzo posto in classifica, ha approfittato di un primo tempo nullo di Conti e compagni per chiudere, sostanzialmente, la gara con le tre reti siglate da Mauri e Klose, evidenziando il passo indietro compiuto dal Cagliari rispetto alle ultime uscite.</p>
<p><strong>COSA NON VA - </strong>Irriconoscibili i rossoblù nella prima frazione di gara, che ha ricordato, e parecchio, il primo tempo di Roma-Cagliari. Squadra lunga, incapace di mantenere le giuste distanze tra i reparti e, di conseguenza, offendere e difendere con intensità. <strong>E’ mancata la regia di Conti</strong>, lento e impacciato al punto tale da perdere una clamorosa palla in occasione della terza realizzazione biancoceleste. E’ mancato il lavoro dei terzini, che hanno aiutato poco la squadra nell&#8217;alzare il baricentro: da una parte Pisano, dall’altra Murru, hanno offerto prestazioni ben al di sotto di quanto messo in mostra da Balzano e Avelar nelle migliori partite disputate dai sardi, sia in termini tattici, sia in termini tecnici. Gli unici a provarci, dall’inizio alla fine, sono stati i tre attaccanti, con l’encomiabile aiuto di un inarrestabile Ekdal, purtroppo per lui poco sostenuto dai compagni di reparto.</p>
<p><strong>LE NOTE LIETE - </strong>Alla solita ottima prestazione di <strong>Cossu</strong>, generoso e sempre brillante dal punto di vista tecnico, si è affiancata la prestazione di grandissimo sacrificio di <strong>Marco Sau</strong>, costretto a indietreggiare spesso per trovare palloni giocabili e bravissimo a replicare con rapidità e sublime controllo palla alla fisicità dei centrali biancocelesti. Purtroppo per lui, la squadra non è stata in grado di servirgli una sola occasione da rete: le migliori sono capitate tutte sui piedi di <strong>Ibarbo</strong>, che ha mostrato indubbiamente miglioramenti dal punto di vista tattico &#8211; le occasioni sono nate infatti da tagli effettuati nel cuore della difesa avversaria -, ma che ha fallito clamorosamente due opportunità che sarebbero state sfruttate al meglio da un Sansovini qualsiasi (il che, si badi, non vuole essere una nota di demerito per uno dei bomber della <em>Zemanlandia</em> in versione pescarese).</p>
<p><strong>RITORNO&#8230; AL MILAN - </strong>E’ risaputo, e si è già avuto modo di sottolinearlo ampiamente, quanto il calcio bambino di <strong>Zdenek Zeman</strong> sia ambizioso e, dunque, dispendioso, a livello fisico e mentale. Quarantacinque minuti a vuoto non sono, per questo stesso motivo, un elemento del quale preoccuparsi oltremodo. Soprattutto se la squadra, a cominciare dalla prossima gara casalinga contro il Genoa, sarà in grado di riproporre quanto visto nell’ultima al Sant’Elia contro il Milan: distanze tra i reparti minime, dieci uomini a comporre un gruppo granitico in grado di muoversi collettivamente lungo tutto il campo, difendendo e offendendo con intensità e coesione.</p>
<div id="attachment_38474" class="wp-caption aligncenter" style="width: 623px"><p class="wp-caption-text">La Curva Sud del Sant&#8217;Elia gremita per Cagliari-Milan</p></div>
<p><strong>SOTTO A CHI TOCCA - </strong>Solo così le assenze di <strong>Crisetig e Ibarbo</strong> potranno passare inosservate: viceversa, in assenza di un approccio collettivo alla gara, si sentirà, eccome, la mancanza delle geometrie e del ritmo del regista di Cividale del Friuli, allo stesso modo in cui la squadra soffrirà l’impossibilità di poter sfruttare la rapidità e la classe estemporanea dell’esterno colombiano. <strong>Donsah o Dessena</strong> nel ruolo di mezzala, <strong>Farias o Caio Rangel</strong> sull’esterno d’attacco: quattro uomini in grado di far parte perfettamente di un’orchestra zemaniana che applichi con fedeltà lo spartito; quattro giocatori che potrebbero invece soffrire se più d’uno, all’interno del gruppo, dovesse stonare.</p>
<p>Il <strong>Genoa</strong>, forte del quarto posto in classifica, giocherà e lascerà giocare, come nel dna del suo tecnico <strong>Gasperini.</strong> Il quale dovrà decidere se affrontare il tridente zemaniano con la consueta difesa a tre o con una più prudente linea a quattro, presentando poi in attacco uno tra i due grandi ex rossoblù, <strong>Matri e Pinilla.</strong></p>
<p><strong>STADIO PIENO? SI&#8217;, MA&#8230; - </strong>Una sfida, quella che si disputerà nel <em>lunch match</em> di domenica 9 novembre, tra due squadre che sulla carta posseggono lo stesso livello tecnico, a dispetto degli undici punti di distanza in classifica. Da un lato Zeman si augura che i suoi ragazzi sappiano ritrovare la giusta concentrazione e ripetere le prestazioni messe in campo contro Empoli e Milan; dall’altro Giulini spera di poter ricevere nuovamente una risposta positiva dal suo pubblico, al fine di poter sciogliere la riserva sull’eventuale ampliamento del Sant’Elia a diciottomila spettatori.</p>
<p>Sulla passione dei tifosi rossoblù è impossibile discutere, prova ne è stata la cornice di pubblico che ha salutato la riapertura a sedicimila posti del <strong>Sant’Elia</strong>, nonostante i costi elevati dei biglietti.</p>
<p>Allo stesso modo, è impossibile non vedere la crisi economica che ha colpito l’Isola in larga parte delle sue stratificazioni sociali: a certi prezzi, e con un numero relativamente basso di abbonati, sarà difficile, per una questione del tutto logica, ripetere ancora una volta il tutto esaurito. Sarà la società rossoblù a dover pensare promozioni che sappiano aderire maggiormente alla situazione economica sarda, che siano fatte a misura del lavoratore precario o in mobilità, del cassintegrato, dello studente o del disoccupato medio sardo. Affinché l&#8217;auspicio di Zeman - <em>&#8220;La gente venga allo stadio per vedere noi e non il Milan&#8221; - </em>diventi realtà.</p>
<p><strong>Niccolò Schirru</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari, l&#8217;analisi &#8211; L&#8217;estasi non cambia lo scenario: improvvisazione e singoli vanno aiutati dalle novità</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2013 12:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Frongia</dc:creator>
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	<br/>
	<div id="attachment_5361" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Marco Sau, doppietta decisiva contro il Genoa</p></div>
<p>Una statistica interessante mostra come il Cagliari sia stata sino alla 14° giornata la squadra di serie A a segnare di più negli ultimi 15 minuti. La partita di oggi col Genoa non fa altro che confermare questo dato, con la doppietta di Sau al 75&#8242; ed al 93&#8242;. Se da un lato questa dote è senz&#8217;altro positiva, dall&#8217;altro dimostra come la squadra sia costretta spesso ad inseguire e come durante la partita non riesca a concretizzare le pur numerose occasioni create.</p>
<p>Sempre più spesso i risultati sono decisi da giocate dei singoli o da assalti all&#8217;arma bianca gestiti senza molto criterio. Pare che l&#8217;equazione utilizzata reciti: &#8220;più attaccanti, più occasioni&#8221;. Eppure questa squadra dovrebbe essere in grado di giocare a memoria vista la lunga militanza di buona parte dei titolari e il modulo utilizzato da anni senza varianti. Un modulo che negli anni ha garantito un gioco propositivo e bello da vedere, oltre che i risultati. Già durante la scorsa stagione però si sono manifestati dei problemi, oggi chiari in tutta la loro urgenza e gravità.</p>
<p>La squadra è divenuta incapace di proporre un gioco convincente e fluido per via dell&#8217;assenza del suo fantasista, quel Cossu tanto decisivo sino a due stagioni fa, quanto evanescente e tormentato dagli infortuni nelle ultime due. Senza il suo genio la squadra ha perso imprevedibilità e precisione nell&#8217;ultimo passaggio riuscendo a produrre solo un gioco piatto, povero di movimenti offensivi apprezzabili e che troppo spesso si riduce a cross dalla trequarti o tiri forzati dalla lunga distanza. Le sovrapposizioni sono frequenti ma raramente riescono a produrre reali pericoli per le squadre avversarie.</p>
<p>Il modulo base sembra quasi sia diventato un dogma che non ammette modifiche. Quando si provano, le modifiche sono apportate a partita in corso e consistono nel lanciare nella mischia quanti più attaccanti possibile, nella speranza che il caos creato possa<br />
partorire qualcosa di positivo. Difensivamente la squadra non se la passa molto meglio avendo subito gol in tutte le gare stagionali<br />
meno che all&#8217;Olimpico contro la Roma. Le distrazioni, individuali e di reparto, sono frequenti e hanno portato sinora a tanti gol subiti in maniera evitabile. Si aggiunge a questo un numero molto elevato di gol subiti su calcio piazzato.</p>
<p>In queste situazioni l&#8217;indicazione del Mister è per una marcatura zona che sino ad oggi la squadra ha dimostrato di non essere in grado d&#8217;affrontare. Il passaggio ad una marcatura a uomo non pare un&#8217;ipotesi presa in considerazione per ovviare ad un problema tanto significativo. Cosa possa accadere nelle prossime gare è difficile da dire, quel che è certo è che la tendenza va<br />
invertita, non potendo ogni partita essere ribaltata nell&#8217;ultimo quarto d&#8217;ora. Vista la penuria di trequartisti che possano sostituire Cossu, un cambio di modulo, oltre che di atteggiamento, potrebbe essere una soluzione.</p>
<p><strong>Pierluigi Aru</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Cagliari regala un tempo, ma poi vince col cuore: Genoa battuto 2-1</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 17:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rubiu</dc:creator>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_15486" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Lo stadio Sant&#8217;Elia (foto: Federico Paparusso)</p></div>
<p>Un primo tempo da dimenticare, un secondo all&#8217;assalto degli avversari, è così che il Cagliari è riuscito ad avere ragione di un Genoa attento ma penalizzato dall&#8217;espulsione di Manfredini poco prima dell&#8217;intervallo.<br />
Regalare il primo tempo agli avversari sta diventando un&#8217;abitudine per il Cagliari, con gli avversari che puntualmente approfittano delle ingenuità dei rossoblù. Non fa eccezione il Genoa che dopo un inizio stentato passa alla prima occasione con Gilardino lanciato da Lodi sul filo del fuorigioco. Il Cagliari, sino a quel momento non male in fase di costruzione, crolla e risulta non pervenuto per tutto il resto del primo tempo. L&#8217;equilibrio della partita si rompe quando Manfredini e Conti si vedono ammoniti per qualche strattone di troppo, per il genoano è il secondo giallo: espulso.</p>
<p>Il Cagliari torna in campo nel secondo tempo costretto ancora una volta ad inseguire. Il Genoa, ridotto in 10 uomini, si difende e lascia il comando del gioco al Cagliari. Qui emergono tutti i limiti di una squadra volenterosa ma incapace di costruire una manovra fluida, priva inoltre di giocatori capaci di crossare con costanza e precisione. La circolazione di palla diviene forzatamente orizzontale e troppo spesso le azioni si concludono con tiri dalla lunga distanza, sui quali Perin si fa trovare attento. Una doppia fiammata anima la squadra: prima Pinilla di testa, poi Conti in rovesciata impegnano severamente Perin. Ci vuole un&#8217;azione personale di Sau per trovare il meritato pareggio e un colpo al volo dello stesso attaccante su rovesciata di Nenè per ribaltare completamente la partita ed ottenere i tre punti.</p>
<p>La partita è stata piuttosto nervosa, con diversi ammoniti e diverbi tra i giocatori, ed ha visto<br />
l&#8217;arbitro in affanno in diverse circostanze. Fondamentali i tre punti per la squadra, ottenuti però ancora una volta nel finale di gara e senza mostrare un gioco convincente. Serve una netta inversione di tendenza sotto questo aspetto per poter raggiungere gli obiettivi senza dover arrancare.</p>
<p><strong>Pierluigi Aru</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cagliari-Genoa, le pagelle: bentornato Sau! Ekdal, rientro complicato. Nainggolan onnipresente</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 16:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Rubiu</dc:creator>
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	<br/>
	<div id="attachment_5361" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Marco Sau, oggi mattatore con una doppietta</p></div>
<p><strong>Avramov: 6</strong> Ormai titolare inamovibile, conferma le buone prestazioni recenti. Non è stato impegnato più di tanto, mostrando comunque di saper stare tra i pali e sventando con un bellissima parata il possibile 2-0 della beffa. Incolpevole sul gol di Gilardino, sono da segnalare alcune imprecisioni in uscita.</p>
<p><strong>Avelar: 5,5.</strong> Rispolverato per l’occasione da Lopez, stavolta sembra partire con il piglio giusto (un po’ come tutta la squadra), sovrapponendosi a più riprese e andando due volte al tiro, peraltro con scarsi risultati. Tende a spegnersi fino alla fine della prima fazione, come tutta la squadra. Cresce invece la sua azione nella ripresa grazie agli spazi che inevitabilmente il Genoa è costretto a lasciare, ma non risulta efficace.</p>
<p><strong>Astori: 6.</strong> Leggermente meglio rispetto al suo compagno di riparto, anche se dovrebbe evitare di impostare con lanci avventati e imprecisi. Si mostra comunque sicuro nelle chiusure e non soffre mai troppo i diretti avversari.</p>
<p><strong>Rossettini: 5,5.</strong> I suoi errori sono un fisso appuntamento domenicali, eppure i mezzi sembrerebbe averli. Ma quando si tratta di tenere d’occhio il centravanti avversario boccheggia, non riesce a stargli dietro. Sui lanci, sui tagli, Gilardino va a nozze e sfugge continuamente al suo diretto avversario trovando anche la via del gol. Cresce nella ripresa.</p>
<p><strong>Pisano: 5.</strong> La sua velocità dovrebbe essere messa al servizio della squadra, invece si accontenta di fare il difensore. Spinge pochissimo e quando arriva al cross i piedi lo tradiscono. Lascia spazio nella ripresa a <strong>Ibraimi (6.</strong> Volenteroso, dotato di un buon guizzo e di un ottimo tiro dalla distanza che almeno in un’occasione stava per beffare Perin).</p>
<p><strong>Conti: 6.</strong> Ha il merito di far espellere il suo diretto marcatore, di fatto regalando un secondo tempo inevitabilmente d’assalto a un Cagliari impacciato almeno per metà primo tempo. Nella ripresa detta i tempi alla sua orchestra, anche se difetta un po’ troppo al tiro da fuori. Sfiora un gol pazzesco in rovesciata, negato solo dai riflessi di Perin.</p>
<p><strong>Nainggolan: 6.</strong> Onnipresente, lotta come sempre su tutti i palloni, s’inserisce spesso e ripiega quando necessario. A volte paga la troppa irruenza e spreca un paio di occasioni dalla distanza (il tiro non sembra essere il suo forte).</p>
<p><strong>Dessena: 5.</strong> Un solo tempo per lui, in cui mostra la sua dote migliore: la corsa. Quando si tratta di impostare o di concludere a rete mette a nudo i suoi limiti. Lascia il posto nella ripresa a <strong>Cossu (6.</strong> Per impegno e dedizione. Ci mette la grinta e anche la visione di gioco, dando la scossa alla sua squadra. Ma anche per lui il punto debole – evidente – è il tiro, che fallisce in più di un’occasione)</p>
<p><strong>Ekdal: 5,5.</strong> Rientra dopo un lungo infortunio venendo schierato in una posizione che non gli si addice troppo. Sulla trequarti rimane per lo più inoperoso e gioca pochissimi palloni. Con l’ingresso di Cossu rioccupa la posizione che gli è più usuale, sulla mediana, ma forse paga troppo il periodo di inattività, mostrandosi spesso poco reattivo e preciso. Viene rilevato nel finale da <strong>Nenè (s.v.)</strong>.</p>
<p><strong>Sau: 6,5.</strong> Primo tempo opaco, nella ripresa è un autentico incubo per i genoani, tiene palla, protegge e gioca di sponda. Segna prima un gran gol, seminando il panico in area avversaria, poi il secondo di rapina regalando la vittoria al Cagliari.</p>
<p><strong>Pinilla: 5,5.</strong> Lotta e fa a sportellate come spesso gli capita, ma non sembra giocarsi benissimo le sue carte, dimostrando in più di un’occasione di essere impreciso negli appoggi e giocando troppo spesso lontano dall’area di rigore (dove sarebbe quantomeno più pericoloso).</p>
<p><strong>Lopez: 5,5.</strong> L’idea di Ekdal (per altro al rientro dopo la convalescenza) trequartista appare infelice e produce poco gioco. La sua squadra almeno sotto il profilo psicologico sembra avere la forza per comandare, ma la fragilità difensiva ormai è diventata un macigno. Dover sempre rincorrere non è facile e nemmeno salutare. Ci sono i mezzi per fare meglio.</p>
<p><strong>Genoa:</strong> Perin 7; Antonini 6; Portanova 5,5; Antonelli 6;Manfredini 5; Biondini 5,5; Lodi 6; Vrsaliko 5; Kucka 5; Gilardino 6,5; Fetfazidis 5,5. All. Gasperini 6.</p>
<p><strong>Giuseppe Pala</strong></p>]]></content:encoded>
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		<title>RIVIVI LIVE CAGLIARI-GENOA 2-1 &#8211; SUPER SAU STENDE IL GRIFONE</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 13:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Sechi</dc:creator>
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	<br/>
	<div id="attachment_15486" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Lo stadio Sant&#8217;Elia (foto: Federico Paparusso)</p></div>
<p>Contro il Genoa l&#8217;occasione di riscattare la sconcertante prestazione offerta domenica scorsa contro il Sassuolo. Il pari rimediato infatti nel finale di gara grazie al ritorno al gol di Marco Sau non può lasciar dormire sonni tranquilli a Lopez e tifosi. Il Cagliari non gode di buona salute, stretto nella morsa da problemi di natura tecnico-tattico ma anche di natura extracalcistica. Tra voci di mercato che sussurrano, questa non è una novità, di imminenti cessioni dei gioielli di casa Cellino e discutibili esclusioni camuffate come &#8220;scelte tecniche&#8221; (Ariaudo, ancora una volta, si accomoderà in tribuna), il gruppo rossoblù sta vivendo momenti delicatissimi. Occorre ritrovare la concentrazione perché i tre punti, mai come in questo caso, sarebbero la medicina migliore per scacciare tensioni e delusioni, anche se non sarà semplice perché di fronte ci sarà il miglior Genoa degli ultimi due anni. Ci si affida alla coppia Sau-Pinilla, mentre Cossu partirà dalla panchina e nel ruolo di trequartista agirà Nainggolan. Come annunciato nella giornata di ieri, Avelar preferito a Murru.</p>
<p><strong>Questo l&#8217;undici del Cagliari che scemerà in campo con il consueto 4-3-1-2</strong>: Avramov, Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Ekdal; Naingo; Sau, Pinilla. A disp: Adan, Murru, Del Fabro, Oikonomou, Perico, Cabrera, Cossu, Ibraimi, Nene. All.: Lopez.</p>
<p><strong>Il Genoa di Gasperini risponde con il collaudato 3-4-3 gasperiniano</strong>: Perin, Antonini, Portanova, Manfredini; Antonelli, Lodi, Biondini, Vrsaliko; Kucka, Gilardino; Fetfatzidis. A disp.: Bizzarri, Donnarumma, Marchese, Sturaro, Gamberini, De Maio, Cofie, Centurion, Bertolacci, Calaiò, Stoian, Konatè. All.: Gasperini.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è il Genoa guarito da Gasperini: il Cagliari si affida ai sardi, Ekdal-Dessena e Nenè-Pinilla i duelli</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2013 19:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Frongia</dc:creator>
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	</div>
	<br/>
	<div id="attachment_15307" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><p class="wp-caption-text">Rossettini e Antonelli a duello in Cagliari-Genoa (FOTO: ANSA/GIUSEPPE UNGARI)</p></div>
<p>Il <strong>Cagliari</strong> non si schioda dal Sant&#8217;Elia, e per far fruttare il doppio turno casalingo deve battere il <strong>Genoa</strong>, scacciando così le paure. Pur criticando le prestazioni dell&#8217;ultimo mese, ci si può spingere a dire che il risultato sarà l&#8217;unica cosa a contare, con tre punti utili per accorciare in modo sensibile la classifica. Quattro le lunghezze che separano il <em>Grifone</em>, settimo, dai sardi, quindicesimi, e così l&#8217;obiettivo sarà immettersi nel plotone delle squadre che a mezza via vogliono stare, senza troppi patemi.</p>
<p>Di perplessità ne ha lasciate, copiose, la prova contro il Sassuolo. Il Cagliari stanco e privo di idee è chiamato al riscatto, sperando che il ritorno di <strong>Ekdal</strong> (clinicamente recuperato da più di dieci giorni) basti per ridare freschezza sulla trequarti. Il turno casalingo, e la suddetta necessità di vincere, potrebbero portare a <strong>schierare contemporaneamente Cossu e lo svedese</strong>, assieme agli intoccabili Conti e Nainggolan.</p>
<p>Davanti, stante l&#8217;infortunio di Ibarbo (se ne riparla dopo Natale), in teoria poco spazio a dubbi. Ma il duo <strong>Pinilla-Sau</strong> lo abbiamo visto con il lanternino, e il recente segnale di vita di <strong>Nenè</strong> non aiuta a dissipare l&#8217;idea che il brasiliano possa trovare spazio. Il sardo sarà in campo, quindi lotta sudamericana. Dietro siamo sempre a chiederci se ci possano essere spiragli per i difensori di riserva, visto che Astori è reduce da strafalcione e Rossettini non se la passa tanto bene. <strong>Ariaudo col broncio, Oikonomou e Del Fabbro con le dita incrociate, ma i tempi non sembrano maturi.</strong> Attenzione ai movimenti di mercato riguardanti la retroguardia, dove qualcuno partirà. Non è detto che Ariaudo sia l&#8217;unico a salutare.</p>
<p>In casa Genoa la <strong>cura Gasperini</strong> continua a tener desta la piazza genovese, quasi incredula di fronte alla resurrezione portata dal figliol prodigo di Grugliasco. Il suo 3-4-3 ricorda tanto quello che nel 2007, al ritorno in A dopo 12 anni, entusiasmava con il calcio totale che mandava sotto porta anche i vari Criscito, Bovo e Konko. E allora tanto movimento, due fluidificanti aitanti come Vrsaljko e Antonelli e l&#8217;esperienza di un Gilardino che una voglia matta di mondiale. Potrebbe tornare in pista Lodi, emarginato dopo l&#8217;addio di Liverani, grazie alla squalifica di Matuzalem.</p>]]></content:encoded>
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