L’ANALISI – Dinamo Sassari, dopo due partite solo sorrisi

Postato il 08 set 2015
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Jarvis Varnado, nuovo pivot della Dinamo Sassari

Jarvis Varnado, nuovo pivot della Dinamo Sassari

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Proverbio facile, ma appropriato se si parla delle prime due partite della lunga estate della Dinamo Sassari, che ha portato a casa il 3° Trofeo Geovillage superando due formazioni che troverà tra qualche settimana (con roster significativamente diversi) nel più prestigioso contesto europeo. Bamberg e Darussafaka Dogus sono crollate sotto i colpi dei biancoblù sardi, apparsi già brillanti e vogliosi di divertire un pubblico caldo oltre ogni più ottimistica aspettativa.

Le due gare contro turchi e tedeschi hanno detto che, come nella scorsa stagione, David Logan dormirà sotto le foglie tante volte quante deciderà le sfide più intricate. E’ stato infatti lui, nel finale, a portare in casa Dinamo la partita, a suon di triple e assunzione di responsabilità che tutti hanno imparato a conoscere. E se il “professore” di Chicago è l’unico straniero confermato non bisogna stupirsi, vista la caratura dell’ex Maccabi Tel Aviv dentro e fuori dal campo.

Ottimi segnali sono arrivati dai nuovi, con Jarvis Varnado già dominante sotto i tabelloni. Lungo tipicamente “sacchettiano”, verticale e voglioso di aggredire avversari e pallone in ogni situazione, si candida a perfetto erede di Lawal. Brent Petway, tra una battuta e un sorriso che ha subito conquistato la platea, si segnala soprattutto per essere uno “spara triple” capace di aprire la scatola, un “4″ certamente più efficace dal perimetro rispetto a Jeff Brooks, ricordando Caleb Green della stagione 2013/2014.

Togashi, un giapponese alla Dinamo

Togashi, un giapponese alla Dinamo

Ancora out Joe Alexander, che tornerà mercoledì sera a Nuoro (contro l’AEK Atene) dopo il riposo precauzionale, da segnalare la velocità e la simpatia empatica con cui è stato accolto il giapponese Togashi, capace di far saltare in area il Geopalace con una tripla. Il giapponese va certamente visto in altri contesti, anche se la sua capacità difensiva va rimarcata. Non è una novità quella di Marconato, la cui carta d’identità segna comunque 40 anni e che potrà dare respiro ai compagni per brevi segmenti di partita.

Partenza quindi ok, ed è molto bene così, anche se Bamberg e Darussafaka mancavano di tanti e significativi elementi – l’azzurro Melli e il greco Zisis tra i tedeschi di Trinchieri, Erden e tantissimi altri per i temibilissimi turchi – e considerando che la strada da fare è tanta.

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