
Fabio Gennari (foto: www.facebook.com)
Cagliari alla prova Atalanta. Ancora in quel di Trieste, dove la partenza è stata falsa, molto negativa, in una Coppa Italia subito abbandonata, a differenza degli orobici che hanno invece offerto una prova lanciata al cospetto del Bari. In tale contesto, davanti a pochi intimi e con molti dubbi, la truppa di Lopez ospiterà quella di Colantuono. Quest’ultima ci viene presentata da Fabio Gennari, cantore delle gesta atalantine ed uno dei massimi esperti di tutto quanto ruota attorno all’ambiente nerazzurro.
“Credo che ci si debba aspettare un’Atalanta pronta a giocare a calcio – dice Gennari a SardegnaSport.com – offensiva nel 4-3-3 che ormai la squadra ha imparato a conoscere, portando sempre almeno 5 uomini in zona gol. Colantuono ha modellato negli anni l’Atalanta, partendo dal classico 4-4-2, avanzando sempre più Bonaventura, ormai maturo e in grado di pungere tantissimo negli ultimi 16 metri. Dietro si rischia di soffrire, perché Mario Yepes e Guglielmo Stendardo non sono dei velocisti, e così avranno bisogno di aiuto per fronteggiare l’eventuale coppia Sau-Ibarbo, sempre che Lopez scelga loro per il tandem d’attacco”.
Cagliari con il dubbio su come sostituire Cossu, visto che Cabrera non convince ma non ci sono altri trequartisti puri in rosa: “Secondo me sarà una bella partita, perché nonostante l’assenza di un giocoliere come Cossu il Cagliari è squadra che non rinuncia mai a proporre gioco. Inoltre siamo all’inizio, si parte tutti da zero, con le normali incognite della prima giornata di campionato e ci sarà un misto di paura e curiosità per quello che si sarà in grado di fare”.
Per il secondo anno consecutivo, Cagliari-Atalanta si giocherà in un clima di incertezza sullo stadio rossoblù. Un anno fa la prima in assoluto a Is Arenas, quest’anno il teatro sarà Trieste, mentre proprio l’ipotesi Quartu Sant’Elena torna di moda sui giornali. “La situazione stadio accomuna un po’ le due squadre - continua Gennari - perché anche a Bergamo c’è uno stadio vecchissimo, poco fruibile e molto scomodo. E’ chiaro che l’Atalanta non deve, come fa il Cagliari, prendere aerei per andare a giocare le partite casalinghe, però anche da noi si parla molto del problema infrastrutturale (nella scorsa stagione il ghiaccio sulle tribune fece rischiare il rinvio della gara di ritorno ndr). Probabilmente i rossoblù si sono anche abituati a questa situazione, ricordo che la partita in un Is Arenas-cantiere fu divertente, un po’ schizofrenica, con due rigori parati da Consigli e il pareggio di Ekdal in extremis. Penso che il Cagliari non subirà più di tanto la lontananza da casa, e sarebbe un errore pensare di trovare un Cagliari in sofferenza, o magari simile a quello che ha perso in Coppa Italia”.
I nerazzurri hanno entusiasmato in estate, la vittoria sul Bari ha dato tante conferme a Colantuono: “Qualche insidia in vista di domenica c’è. Si rischia di pensare all’ottimo momento attraversato e quindi di prendere sotto gamba l’impegno. In conferenza stampa, Raimondi ha ammonito il gruppo, ma un martello come Stefano Colantuono non permetterà di rilassarsi, il tecnico di Anzio mantiene tutti sulla corda e non scommetterei su una squadra molle”.
Atalanta che, in sede di pronostico, parte con qualcosa in più? “Se devo guardare i contenuti tecnico-tattici delle ultime settimane, vedo un’Atalanta che sta meglio rispetto al Cagliari. Il 4-3-3 è ormai digerito – dice Gennari – l’undici titolare per la stagione è fatto e finito, il mercato non distrae più di tanto, visto che si opera solo per limare la rosa o inserire qualche ricambio. Forse i nerazzurri partono leggermente in vantaggio rispetto ad un Cagliari dove le tante voci su Astori, Agazzi e compagnia rimangono vive”.
Tutto roseo, insomma, a Zingonia, dove magari si penserà a qualcosa in più rispetto alle salvezze tranquille del passato. “Intanto bisogna dire che dopo due stagioni di penalizzazioni quest’anno si parte da zero, ed è già una buona cosa. E’ un’Atalanta che dovrà fare 40 punti al più presto, in passato la terza stagione consecutiva in A ha significato retrocessione, stavolta direi che la squadra è di gran lunga superiore a coloro che partono per salvarsi. Inoltre vedo squadre come Catania e Bologna alle prese con l’assestamento del mercato, quindi si potrebbe scalare qualche posizione in classifica”.
Pochi dubbi di formazione, con i nerazzurri che quasi sicuramente giocheranno con Consigli in porta, Nica, Yepes, Stendardo (in gol nell’ultima sfida all’”Azzurri d’Italia”) e Del Grosso in difesa, Carmona, Cigarini e Migliaccio in mediana, tridente con Livaja, Denis e Bonaventura. “Livaja è in grandissima forma – avverte Gennari – potrebbe davvero esplodere in questa stagione. In difesa, Nica avrà bisogno di un po’ di adattamento, poi ci sono le certezze rappresentate da Denis e Bonaventura, ma anche Migliaccio e Cigarini, alfieri di un gruppo ormai solidissimo”.
Il sali e scendi tra Serie A e B ha contraddistinto la storia atalantina, a Cagliari il pericolo retrocessione si vive come tragedia dalla quale sarebbe impossibile riprendersi. “Con l’arrivo di Percassi, un progetto di crescita e autofinanziamento, l’Atalanta sta riuscendo a rimanere a galla alla grande. Sono andati via giocatori come Padoin, Peluso e Manfredini, in 2 anni sono entrati 11 milioni dalla cessione di Gabbiadini, un vero miracolo di Pierpaolo Marino. E’ chiaro che per assorbire le retrocessioni hai bisogno di programmare, di avere alle spalle un settore giovanile. Poi, non nascondiamoci, la Serie A per l’Atalanta vale 30 milioni di euro dai diritti tv, perdere questo gruzzolo vorrebbe dire dover rifondare la squadra a causa del monte ingaggi”.
Settore giovanile che per l’Atalanta è da sempre fiore all’occhiiello, nerazzurri celebri per l’esplosione di talenti che tanto hanno dato al calcio italiano. E presto potrebbe venirne fuori un altro: “Oggi è stato presentato Daniele Baselli, classe 1993 molto interessante. Somiglia a Montolivo (al quale si ispira ndr), piedi buoni e visione di gioco. Sarà uno dei ricambi per la mediana, facente parte di quelle seconde linee dove figura gente come De Luca e Marilungo”.
Ma ci sono anche due elementi da ritrovare, come Maxi Moralez e Michele Canini, vecchia conoscenza del Cagliari: “L’argentino, nel suo primo anno, ha sbalordito tutti anche perché ha tratto giovamento dal suo essere atipico. Nessuno lo conosceva, giocatore bassissimo, tecnico, ha messo in crisi tante squadre. Col tempo gli hanno preso le misure e adesso deve ritrovarsi. Era stato praticamente ceduto, è voluto rimanere a Bergamo e sarà soluzione importante in un attacco dove sono in 9 per tre posti, 8 qualora partisse Ardemagni, accostato proprio al Cagliari ad inizio estate”. E Canini? “Lo vedo un po’ abbacchiato, secondo soffre per non essere al centro del progetto. A gennaio fece bene nelle prime partite, poi qualche errore lo ha demoralizzato, ma secondo con Capelli può benissimo fare parte del pacchetto di centrali difensivi”
La chiusura è dedicata al Cagliari: “La fortuna è Cellino che, pur con tutte le variazioni di umore, non ha mai lesinato sforzi per costruire una squadra all’altezza. E poi alle spalle c’è una regione intera, cosa che Atalanta, Chievo e tutte le rivali non possono vantare. Un bacino d’utenza di grande importanza. Certo, l’allucinante grana-stadio non è un bel biglietto da visita per l’esterno e nemmeno la situazione migliore in cui fare calcio”.
Fabio Frongia