
Dalmonte e Hosley a colloquio (Foto Tedeschi)
Sarà pure la sfida spareggio per la quinta piazza in classifica, ma, in questo momento, Dinamo-Virtus Roma rappresenta più che altro il derby delle infermerie piene. Già, perchè se Meo Sacchetti dovrà quasi certamente fare i conti con le pesanti assenze di Chessa, Devecchi e Gordon (l’unico recuperato dovrebbe essere Travis Diener, che in settimana si è allenato regolarmente), Luca Dalmonte non sta meglio. L’Acea dovrà infatti rinunciare a Riccardo Moraschini e Bobby Jones, mentre sono ridotte al lumicino le speranze di riavere il pivot Trevor Mbakwe, leader del campionato per media stoppate (1.6) e secondo solo all’inarrivabile Anosike nella categoria dei rimbalzi (9.7 a partita).
Delle belle gatte da pelare, insomma, per la compagine giallorossa, che in campionato sta vivendo un momento tutt’altro che esaltante, con tre sconfitte subite nelle ultime quattro partite e che si vedrà privata degli elementi fondamentali sui quali basare il proprio gioco nel pitturato. In settimana il general manager Alberani ha provato a tamponare la falla ingaggiando Halil Kanacevic, ala forte di grande fisicità (2,03 m per ben 116 kg) proveniente dalla prestigiosa Saint Joseph’s University, ma non è detto che l’inserimento del nativo di Staten Island basti a risolvere i problemi vicino a canestro. “Le nostre condizioni attuali sono di totale e assoluta emergenza – ammette ai nostri microfoni Luca Dalmonte, coach della Virtus – motivo per il quale, complice il calendario, le nostre ultime quattro partite hanno avuto un record negativo”. E in una situazione di questo tipo, il Banco di Sardegna, specie tra le mura amiche, non è esattamente l’avversario più semplice da affrontare: “Giochiamo contro una squadra che ha un sistema offensivo dichiarato – prosegue Dalmonte- e che cerca, nella più ampia libertà di espressione dei singoli, il tiro migliore a prescindere dal timing. Un sistema produttivo, a maggior ragione in casa, che rende Sassari il miglio attacco del campionato. La gestione del tempo e del ritmo partita e la nostra qualità difensiva saranno determinanti.”
Proprio questi due fattori garantirono i due punti alla Virtus nella gara d’andata: “In quella occasione riuscimmo a rallentare il loro gioco e a inaridire le loro fonti, costringendoli a soli 68 punti segnati. Inutile dire che proveremo a ripeterci”.
A quattro partite dal termine della regular season, Sassari e Roma sgomitano ancora alla ricerca di quella quarta posizione che garantisce il vantaggio del fattore campo nel primo turno dei playoff. Olimpia Milano a parte, la sensazione è che i giochi per stabilire la griglia finale siano ancora apertissimi, a prescindere dai valori dell singole squadre: “Esiste un giudice supremo che è il campo – conclude il tecnico romano – Credo che il risultato finale sia l’unico mandatario che decide il valore ed esprime sentenze inappellabili.”
Roberto Rubiu