Calcio femminile – Serie B, bentornata Lucia Angius: “Villacidro, non ho più paura”

Lucia Angius in azione (foto: Davide Porcu)
Il Villacidro Villgomme ha appena vissuto la sua settima partita di campionato della serie B e con i suoi 12 punti è soddisfatta dei risultati ottenuti (leggi qui classifica e resoconto completo), soprattutto alla luce dei numerosi infortuni che non danno pace alla squadra Gialloblu. Una delle note liete, in queste sette giornate di campionato è senz’altro Lucia Angius. Seconda stagione nella squadra del Medio Campdiano, ma la sua prima è stata compromessa da un grave infortunio al ginocchio destro costringendola a saltare gran parte della competizione. Quest’anno si è presentata, già dal primo allenamento, con tanta voglia di recuperare il tempo perso. Mister Gorla ha puntato sulla giovane “trasformando” il suo ruolo in squadra, ossia, arretrando la sua posizione dal reparto offensivo a quello di laterale difensivo. Sperimentazione che ha soddisfatto pienamente entrambe le parti.
Lucia Angius, vent’anni, di Fluminimaggiore, una passione per il gioco del calcio che nasce molto presto.
“Ho iniziato a giocare con la società della Fluminimaggiore dall’età di 6 anni. Fino agli undici anni ho giocato con i ragazzi e un’altra ragazza, poi ho dovuto smettere perché a quell’età le regole non consentivano di giocare con i ragazzi. Non esisteva una squadra femminile per cui ho lasciato il calcio. Dopo otto anni ho ripreso a giocare grazie a Roberto Porcina, attuale allenatore del Buggerru. E’ stato lui a segnalarmi a Valter Saiu, che mi ha permesso, lo scorso anno, di far parte della sua squadra”.
Dopo otto anni riprendi l’attività agonistica con il Villacidro, ma il tuo ritorno al calcio non è fortunato e a metà campionato l’infortunio.
“Il 24 Febbraio, in uno scontro di gioco, ho riportato un allungamento e ispessimento del legamento collaterale mediale e il tibiale, rischiando la completa rottura. Non ho dovuto sottopormi a nessuna operazione, ma costretta al tutore per due mesi ed evitare ogni carico sulla gamba”.
In giugno hai ripreso a correre, iniziando così il tuo graduale recupero per essere pronta alla ripresa della nuova stagione. Nel tuo periodo di recupero sei stata aiutata da Roberto Porcina.
“Si è stato lui che mi ha seguito durante tutta la terapia. Già dallo scorso anno mi allenavo con lui a Flumminimagiore nei giorni in cui , con la squadra, non avevamo l’allenamento (ad Assemini) e con lui ho ripreso ad allenarmi nel periodo del recupero”
Come hai vissuto i mesi d’inattività?
“Li ho vissuti male perché è stato il mio primo infortunio, non sapevo in quali condizioni sarei tornata a giocare. La mia preoccupazione è stata quella di non riuscire più giocare con serenità e quindi di giocare male. Poi durante il primo periodo di preparazione con la squadra, avevo una grandissima paura dei contrasti, temevo potessi procurarmi nuovamente lo stesso infortunio”.
E ora invece?
“Ora non ho più paura”.
I tuoi genitori cosa pensano della tua passione per il calcio?
“Sono felici di questa mia passione, entrambi mi sostengono e mi seguono a ogni partita in casa e ogni tanto, addirittura, anche in trasferta”.
Il mister Roberto Gorla ha voluto cambiare il tuo ruolo, quello di attaccante, sperimentando una Lucia Angius terzino destro. Come ti stai trovando?
“Ho conosciuto il mister quest’anno e abbiamo un bel rapporto. Provo grande stima per lui perché ha una grandissima professionalità e competenza, infatti ha saputo trovare il ruolo più adatto a me. Non ho mai fatto il terzino, ho sempre giocato in attacco, ma ora mi accorgo che non solo questo ruolo mi è più congeniale,ma addirittura mi piace parecchio. Ora come ora , potendo decidere la posizione in cui giocare, la mia scelta sarebbe senza dubbio terzino”.
Qual è il motivo di questa preferenza?
“Perché ho una visone di gioco migliore, e in porta ci arrivo comunque”.
Ti piacerebbe fare l’allenatrice in futuro?
“Mi piacerebbe moltissimo”.
Com’è il tuo rapporto con le tue compagne di squadra?
“Con le compagne ho intensificato i legami, sto benissimo. E’ come essere in famiglia”.
Sembrate davvero uno spogliatoio granitico e famigliare. Partiamo con le curiosità sulle tue compagne. Devi rispondere solamente con in nomi delle tue compagne e amiche.
“D’accordo”.
Chi è l’animatrice dello spogliatoio?
“ Betty (Contu)”.
Chi è quella che parla di più, la più chiassosa?
“Donatella (Pili)”.
Quella che parla di meno. La più silenziosa?
“Giulietta e Ale (Alessandra Orrù).
Chi ha il tiro più forte?
“Virginia (Atzori ) senza dubbio”.
La più veloce?
“Mauretta (Maura Mattana)”
La “taglialegna”? Ossia quella che: “colpisci tutto ciò che si muove a pelo d’erba, se è il pallone, meglio!”
“Miriam (D’Alessandro)”.
Hai un sopranome in squadra?
“No, però mi chiamano Lucietta”
Siamo giunti alla fine dell’intervista. Per chiudere ti chiedo: dove pensi che possa arrivare l Villacidro di quest’anno?
“Se continuiamo di questo passo, crescendo a ogni partita, potremo arrivare in alto”.
C’è una o più persone che vorresti ringraziare?
“I miei genitori per il loro enorme sostegno, sono i miei primi tifosi. Il mister per l’opportunità che mi sta dando ogni domenica, facendomi giocare con continuità. Poi le mie compagne di squadra”.
Una testimonianza sulla passione per il calcio da parte dell’universo femminile. Le difficoltà, le paure che affronta un’atleta durante un infortunio. L’amore per uno sport che ti insegna a superare gli ostacoli presenti sul percorso. Ti insegna la cultura del lavoro: sudare e sacrificarsi per ottenere dei risultati. La testimonianza nella passione isolana per lo sport.
Davide Porcu
Si ringrazia per la disponibilità Lucia Angius e la società Villacidro Villgomme.