Torres-Giana Erminio – Sinigaglia: “Proveremo a vincere a Sassari, ma un pari…”

Davide Sinigaglia, attaccante della Giana Erminio

Davide Sinigaglia, attaccante della Giana Erminio

E’ il giorno di Torres-Giana Erminio, sfida che se i rossoblù sassaresi non dovessero vincere rischierebbe di risucchiare ulteriormente Migliaccio e compagni nelle zone basse della Lega Pro, girone A. Di contro, i lombardi arrivano da due vittorie in fila, e davanti annoverano un bomber di esperienza come Davide Sinigaglia, esordiente in Serie A con la maglia dell’Inter ben 15 anni fa e ora chiamato a dare una mano alla matricola biancoceleste, vittoriosa all’andata.

“Abbiamo fatto due risultati fondamentali – dice a SardegnaSport.com – con due partite casalinghe che erano da vincere al cospetto di formazioni in lotta con noi per la salvezza. La classifica si è fatta un pochino meno arcigna”.

Oltre a Sinigaglia, a gennaio sono arrivati anche Gasbarroni e Polenghi. “Credo che la società abbia fatto gli interventi sul mercato per ridurre il gap. Ho trovato un gruppo eccezionale, ragazzi che negli anni scorsi avevano ottenuto grandi risultati a livello dilettantistico, per noi è stato facilissimo entrare nella famiglia della Giana Erminio. Loro ci hanno aiutato nell’inserirci e nel metterci nelle condizioni migliori, noi cercheremo di dare il contributo tecnico e di esperienza per il quale siamo stati chiamati in causa”.

Quanto è vicina la permanenza in Lega Pro? “L’obiettivo è quello della salvezza diretta, non possiamo pensare ad altro. Adesso, in teoria, dovrebbero arrivare le penalizzazioni per alcune avversarie, come il Monza, ci sono 7 squadre in 4 punti e quindi credo che l’equilibrio ci possa aiutare a rosicchiare qualche punto alla concorrenza”.

Che Torres vi aspettate? “Troveremo una squadra che vorrà approfittare del turno casalingo, lo sappiamo e cercheremo di fare il nostro meglio per continuare nella serie positiva. Non sarà una partita facile, la Torres ha un grande potenziale offensivo e tanta esperienza”.

Ci si può accontentare del pari? “La salvezza passa in gran parte dalle partite in casa. Penso che a Sassari proveremo a ottenere la vittoria, se poi dopo una prova gagliarda dovessimo trovarci con un punto in tasca non saremmo scontenti. Partire e giocare per il pareggio credo non sia la cosa migliore, non sarebbe nella nostra indole. A posteriori faremmo poi dei ragionamenti diversi”.

Prima delle due vittorie in fila, tre ko contro formazioni blasonate. “Non ero ancora presente né contro il Bassano né contro l’Alessandria, a Como ho esordito e non meritavamo di perdere. Lasciare punti alle prime in classifica ci può stare, il nostro campionato vive sulle sfide contro le formazioni che occupano la seconda parte della classifica”.

La Torres è nel mirino? “Noi non guardiamo molto alle squadre che abbiamo davanti, pensiamo ai punti da fare per ottenere la salvezza. Abbiamo una tabella di marcia, la classifica è talmente corta che fare dei ragionamenti sulle singole squadre sarebbe inutile. Cerchiamo di arrivare quanto prima ai 42-43 punti, a inizio campionato guardando al fatto che ci fossero 4 partite in più ragionavo sui 45 punti, ma visto l’andamento penso possa bastare qualcosa in meno. Ma è presto fare questo tipo di discorsi”.

Torres con tre allenatori diversi nel ruolino e tutti con cammino simile: exploit iniziale e calo. Perché? “Credo che abbia influito sia la scossa tipica prodotta dal cambio del tecnico sia l’aver incontrato ad inizio torneo, e ad inizio girone di ritorno, le squadre più deboli. In generale, pur tra alti e bassi, la Torres sta facendo bene”.

Una carriera che sembrava destinata ad esplodere, invece solo tanta C1 e C2. Perché? “Onestamente, dall’alto dei miei 33 anni dico che la fortuna vada cercata, e quando si tirano le somme la carriera che un giocatore vanta è quella che si è meritata. Probabilmente non avevo la testa giusta o le qualità tecniche giuste per rimanere a livelli più alti, va bene così. A 33 anni posso dire di non essermi mai impegnato nel modo più opportuno, ma non mi lamento di ciò che ho ottenuto”.

Che ricordi ti porti dentro degli allenamenti al fianco di Ronaldo? “Sicuramente belli, un’esperienza straordinaria. Rimanevo davvero ammirato, non pensavo a quello che dovevo fare ma a godermi lo spettacolo di un giocatore così forte a due passi da me, talvolta in squadra con me durante gli allenamenti. Come tutti ero estasiato, avevo la fortuna negata a tanti che avrebbero pagato pur di essere nella mia situazione. Tornavo a casa alla sera e pensavo a quanto fosse bello ciò che mi era accaduto”.

Mauro Garau

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