Giulini accelera il destino: orgoglio, curiosità e timori. In bocca al lupo Gianfranco

Francesco Messina tra Gianfranco Zola e Adriano Bacconi

Gianfranco Zola con Francesco Messina e Adriano Bacconi

Un affascinante e romantico azzardo. Ancora più forte di quello che portò alla scelta di Zeman. Tommaso Giulini risponde così al momento critico attraversato dal Cagliari, chiamando al capezzale della sua giovane creatura in preda a una crisi depressiva e d’identità la “Scatola Magica” che ha rappresentato in giro per il mondo il miglior calcio sardo d’esportazione. Gianfranco Zola è il nuovo allenatore del Cagliari. Ufficialmente, senza se e senza ma, sciolte le riserve e superati quei dubbi e quelle remore che avevano fatto presa nella testa del campione di Oliena, sino all’ultimo molto combattuto sul da farsi.

Che l’unione s’avesse da fare era scritta nel destino, perché una pagina di questo tipo la storia del Cagliari l’avrebbe reclamata a gran voce prima o poi. Il patron rossoblù ha deciso di scegliere il prima, prendendosi la responsabilità di officiare un matrimonio che fa commuovere e inorgoglire la gran parte dei sostenitori rossoblù. Ha deciso di puntare forte sul carisma e l’aurea divina che il nuovo tecnico può sfoderare nella speranza che l’illustre Sir barbaricino possa dare la scossa giusta. Un rischio però, che il presidente avrà comunque ben calcolato, perché adesso ci sarà un sardo alla guida del Cagliari e non un sardo qualunque, per cui le pressioni aumenteranno in maniera esponenziale. Zola ha accettato di salire in sella a una bicicletta con le ruote sgonfie e dal telaio di fattura sconosciuta, per riprendere dalle retrovie una classica – la Serie A – mai corsa sinora nei panni di allenatore. Ha accettato di mettere in discussione la sacralità del suo rapporto con il pallone isolano, un coraggioso gesto d’amore e d’ambizione.

Le perplessità restano tuttavia tante, perché se da un lato è straripante la gioia di vedere il più grande giocatore sardo mai esistito alla guida della squadra più rappresentativa della regione, dall’altra non si può nascondere quel senso d’ansia derivato dal timore che si possa incappare in altre profonde delusioni. Zola è alla prima esperienza assoluta da allenatore in Italia, trova una squadra disorientata da una scuola che a un certo punto non ha più voluto frequentare e non potrà disporre del suo fido tattico Adolfo “Dodo” Sormani, da qualche mese accasatosi, con profitto, al Sud Tirol. Al suo posto è stato chiamato Pierluigi Casiraghi, a riformare un binomio ritrovatosi a parti invertite dopo la non felicissima esperienza con l’Under 21, ma che nella visione di Giulini dispone delle credenziali per trovare la formula giusta e forgiare i tanti giovani prospetti della rosa. Poca esperienza, tanta elettricità.

Se doveva essere un buon Natale, l’arrivo di Gianfranco Zola sulla panchina rossoblù si traduce in un dono gigantesco che smuove emozioni contrastanti. Ci vorrà tutta la sua classe di campione universale, ci vorrà tutto il suo spessore di hombre vertical come pochi altri. Ci vorrà tutta la sua cocciutaggine da sardo mai rinnegata. C’è da imbastire un miracolo e se Zola ha accettato la sfida, con tutti i se e i ma che si porta dietro, vuol dire che si sente pronto. In bocca al lupo Gianfranco. In bocca al lupo Cagliari.

Matteo Sechi

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