Basket femminile sul piede di guerra, Bruno Perra (Fip Sardegna): “La Regione onori i contratti stipulati”

Bruno Perra al PalaCus. Accanto a lui Gianfranco Fara, Edoardo Tocco e Stefano Arrica
Una catastrofe sportiva. Non si potrebbe definire altrimenti il possibile ritiro congiunto delle cinque formazioni isolane che partecipano campionati femminili di Serie A1 e A2. Cus Cagliari, Astro, Virtus, San Salvatore e Mercede hanno affidato nei giorni scorsi il proprio “tragico grido d’allarme” a una nota stampa con la quale si è paventata l’immediata astensione dai rispettivi tornei a causa del mancato saldo dei contributi regionali relativi agli anni 2012 e 2013, e l’annullamento dei contratti stipulati con l’agenzia Sardegna Promozione per la stagione in corso. Il basket rosa in Sardegna potrebbe non avere un futuro: le società chiedono risposte certe alla politica e lamentano – come si legge nel comunicato – la scarsa presenza del Comitato Fip Sardegna.
“Nella mia posizione non posso fare tanto, se non parlare con le varie parti in causa”, rompe così il silenzio Bruno Perra, numero uno del basket isolano. “L’unica cosa che posso dire – afferma – è che i contratti stipulati vanno onorati. Se la Regione non ha i fondi da destinare alle società, lo deve dire ben prima. I dirigenti hanno messo in piedi la programmazione della stagione in corso tenendo conto dei contributi che sarebbero dovuti arrivare sulla base di accordi già raggiunti. Inutile dire che a questo punto si viene a creare un danno enorme.”
Un caos che è scoppiato quasi all’improvviso, quando – nei mesi scorsi – si pensava che la rottura potesse essere evitata: “La Regione ha il diritto di fare delle valutazioni, e se si è stabilito che il co-marketing è efficace solo con Cagliari e Dinamo va bene – prosegue Perra – ma questa cosa va chiarita fin dal principio. Non si possono firmare dei decreti e poi cambiare idea all’improvviso, quando la stagione è già cominciata. Se le società hanno svolto le attività di promozione rispettando i criteri fissati, allora hanno diritto ai contributi. Poi, in sede di programmazione per il 2015/16, la Regione può tranquillamente decidere di destinare i propri fondi per altre necessità più stringenti rispetto alla pallacanestro. Siamo persone di buon senso e non ci sarebbe nulla di male.” Certo è che, senza i rimborsi della Regione, vedere delle squadre sarde impegnate nei tornei nazionali potrebbe diventare sempre più una rarità: “Faccio fatica a pensare che le nostre società possano mantenere certi livelli senza gli introiti della Regione. È una cosa che va ponderata bene, e chi governa si prenderà le proprie responsabilità in questo senso. Si tenga presente che i contributi regionali servono alle società per alleviare i costi delle trasferte e per sopperire alle mancanze dettate da un contesto economico particolarmente difficile come quello sardo”.
Gigi Ruggeri, esponente del PD, all’indomani della bocciatura in Consiglio del finanziamento aveva definito “ridicolo” il rimborso di 450mila euro per il Cus Cagliari, affermando che “usando i soldi pubblici per pagare gli stipendi dei professionisti stranieri non si rende un buon servizio”: “Noi facciamo sport e non abbiamo alcun colore politico – precisa Perra – rispetto l’opinione di tutti, ma non sta a noi sindacare su come vadano spesi quei soldi. Il punto è sempre lo stesso: gli accordi presi vanno onorati.” Il cielo sul mondo del basket isolano, insomma, si fa sempre più plumbeo, e l’orizzonte non promette nulla di buono: “Mi auguro che alla fine prevalga il buon senso da parte di tutti – conclude -, ma la situazione a oggi è davvero pesante: ci sono delle società che rischiano di sparire, e la cosa mi fa male”.
Roberto Rubiu