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Route du Rhum, il punto al 5° giorno – Mura tiene Caseneuve a distanza, ma attenzione all’incrocio delle rotte

Andrea Mura sulla sua Vento di Sardegna

Andrea Mura sulla sua Vento di Sardegna

Sono passati 5 giorni e 21 ore di navigazione per i regatanti della Route du Rhum, la regata transatlantica in solitario che si svolge ogni 4 anni nel mese di novembre, con partenza da Saint Malo (Francia) e arrivo a Pointe à Pitre (Guadalupa) dopo 3543 miglia nelle insidiose acque del Nord Atlantico. Il cagliaritano Andrea Mura, già vincitore nella classe “Rhum” 2010, si sta accingendo a centrare una storica doppietta. Il velista isolano è sembrato sin da subito carico e reattivo, le migliorie eseguite sulla barca gli permetteranno di spingere molto di più rispetto alla scorsa edizione. L’imbarcazione è più leggera, ben 250 chili in meno che comporteranno la rinuncia a diverse comodità (tra cui l’acqua dolce) ed è stata dotata di albero candelieri, pulpiti nuovi e vele molto performanti progettate dalla stesso Andrea Mura e dal suo team.

Le previsioni meteo alla partenza e per i primi giorni davano onde tra cinque e dieci e vento a 15-18 nodi da Sud/Sud-Ovest con raffiche fino a 25/30. Previsioni ampiamente rispettate, tanto da causare ripetute avarie, stop-and-go e ritiri già nelle prime ore di regata. Fantastica l’atmosfera al via, con decine di migliaia di spettatori sulle scogliere bretoni e centinaia di barche in acqua per salute i 91 solitari. Tempo degno della fama della regata, con vento sui 16-18 nodi e groppi di pioggia.

Alla boa di disimpegno di Cape Frehel, il velista cagliaritano ha preso la testa nella sua classe. La prima notte è stata molto difficile per i regatanti con vento e mare davvero impervi. Che non sarebbe stata una passeggiata era chiaro, ma la Route du Rhum sta riservando dosi di colpi di scena superiori alle attese, tanto che viene da chiedersi cosa staranno pensando i concorrenti rimasti in gara al passaggio a Cap Finisterre, dopo un inizio di regata disastroso sotto il profilo dei problemi e degli incidenti. In Biscaglia le condizioni restano severe: 30 nodi, mare superiore ai 4 metri, frangenti. Due depressioni in sequenza stanno seminando la desolazione nella flotta: due alberi sono caduti, due chiglie sono andate a fondo e non si contano le avarie anche tra chi riesce a proseguire. Ad oggi ben 23 imbarcazioni hanno dovuto abbandonare la regata.

Sin dalla partenza è sembrata chiara l’intenzione di Andrea Mura di spingersi verso le Azzorre, deciso a tagliare l’angolo dell’Anticiclone che gli ha permesso di conquistare un vantaggio massimo di 98 miglia su Anne Casaneuve (Aneo), che aveva preso per alcuni momenti la testa della corsa. Adesso anche la francese, molto più a sud, ha iniziato a dirigersi verso ovest e vedremo all’incrocio virtuale chi avrà avuto ragione, anche se la posizione del cagliaritano appare solida e con più vento da sfruttare rispetto al trimarano transalpino. Attualmente Mura ha la prua a 220° e viaggia a 12.9 nodi con 55.7 miglia di vantaggio su Anne Casaneuve e 251.6 miglia su Willy Bessainte che occupa il gradino più basso del podio. Aspettiamo il ricongiungimento delle rotte per vedere quale scelta avrà pagato di più.

Alessandro Sabino

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