Verso Torres-Castiglione – Mister Ciulli ordina ai suoi: “Non pensiamo alla Torres, voglio convinzione, grinta e sacrificio”

Lorenzo Ciulli, allenatore del Castiglione
Le due vittorie di prestigio e a sorpresa contro Spal e Santarcangelo (entrambe per 2-1) avevano fatto sognare il Castiglione, e fatto tremare le concorrenti per un’avversaria che sembrava aggiungersi al già corposo lotto. Poi gli scivoloni di Forlì e nel derby contro il Mantova hanno rispedito la squadra di mister Lorenzo Ciulli a -10 dai playout e più vicina alle spacciate Bra e Bellaria piuttosto che alle squadre in lizza per i primi 9 posti (8 diretti e uno dopo la lotteria dei playout). Ma quella di domenica non sarà una sfida esattamente uguale a Torres-Bra di cinque giorni fa, perché i lombardi vincendo si rimetterebbero, almeno in linea teorica e matematica, in corsa per il tentativo d’impresa.
La Torres è avvisata, anche se il Castiglione non è certo in salute e ha bisogno di ritrovarsi: “Nelle ultime due partite ci siamo complicati la vita – dice l’allenatore – è chiaro che vogliamo dare tutto e fare il meglio, ma dopo aver vinto a Ferrara e contro il Santarcangelo avremmo avuto bisogno di dare seguito. E invece no, ora la salita è tornata ad essere ripidissima”.
Con che animo arrivate a Sassari? “Vogliamo riscattare il derby, una brutta prestazione, poco reattiva anche se nel finale potevamo rimetterla in piedi. E’ stata una settimana dura, dove c’è stato da rialzare il morale e pensare ad affrontare un avversario fortissimo”.
Cosa è mancato maggiormente nelle ultime due gare rispetto ai precedenti exploit? “Forlì è stato un episodio, abbiamo fatto la partita nel secondo tempo ed è mancato solo il risultato. Contro il Mantova la partita è girata su due episodi, ci siamo trovati sotto di due reti e in dieci uomini. La cosa positiva è che potevamo esporci al tracollo ed invece siamo riusciti a riaprirla con tenacia e anche qualità”.
Quanta fiducia vi dà la prestazione del Bra al “Vanni Sanna”? “Giochiamo con una spada di Damocle, perché non possiamo più sbagliare, anche se l’ambiente è tranquillo e non ci sono certo pressioni. Il fatto che il Bra abbia messo in crisi la Torres è segnale di un campionato molto duro dove ci sono occasioni per tutti, mi auguro che la squadra reagisca. Avevamo detto che Forlì, Mantova e Torres sarebbero stati scontri diretti, ne abbiamo persi ma c’è ancora questa bella chance. Ce la vogliamo giocare”.
C’è qualcosa o qualcuno che l’ha stupita maggiormente in questo campionato? “Sicuramente i gironi d’andata di Santarcangelo, Real Vicenza e Virtus Verona. Poi si sono un po’ affievolite, e Monza, Mantova e Torres sono venute fuori anche grazie ai valori tecnici superiori”.
Parlando di Torres: si aspettava un rendimento così elevato dopo la rivoluzione? E, da tecnico, quanto è difficile vedersi stravolta la squadra in corsa? “Noi quest’anno abbiamo rivoluzionato la squadra tre volte: prima a giugno, poi tra agosto e novembre con 4 giocatori nuovi e ancora a gennaio. Non tutto ha funzionato, i risultati parlano chiaro. A volte fai subito squadra, è il caso della Torres, i risultati aiutano, ed è questa la grande differenza tra noi e la Torres”.
I nomi rossoblù da temere maggiormente? “Ciotola e Infantino. Vengono da un campionato vinto e appena arrivati a Sassari hanno fatto la differenza. In generale temo la compattezza della Torres, la solidità di squadra data da giocatori di categoria superiore e l’euforia”.
Mancherà Filippini, elemento di raccordo in mezzo a tanti esterni. Ha preparato qualcosa in particolare? “La cosa che più mi preme è ritrovare il filo del discorso interrotto domenica. Convinzione, sacrificio e lotta sono armi dalle quali non possiamo prescindere”.
Fabio Frongia