Novara-Torres – Pesce, ex nostalgico: “2005/2006 indelebile, con Evacuo ne parliamo spesso. E che gag con Bruno Pala”

Simone Pesce con la maglia del Novara, di cui è bandiera
Nasce a Latina il 10 luglio 1982 ma diventa grande calcisticamente a Sassari. Simone Pesce, nell’indimenticata (per molti aspetti) stagione 2005/2006 dei rossoblù, colleziona 30 presenze e 3 reti ed è uno dei protagonisti di una delle più belle Torres di tutti i tempi. La corsa si fermò alla semifinale play-off al cospetto del Grosseto di Massimiliano Allegri. Oggi il centrocampista gioca nel Novara e, ai microfoni di SardegnaSport.com, racconta il momento attuale della sua squadra (capolista nel girone A di Lega Pro e favorita per la promozione in Serie B), mettendola in guardia al cospetto di un avversario insidioso qual è la compagine allenata da Cristian Bucchi.
“Stiamo abbastanza bene, veniamo da molti risultati positivi. Anche domenica abbiamo giocato bene nonostante ci siamo fatti rimontare il vantaggio di un uomo e due gol. Domenica dovremo stare attenti, la Torres ci mise in difficoltà già nella gara d’andata (persa 2-0, ndr), ma dobbiamo cercare di far nostri i tre punti anche perchè giochiamo in casa.”

Simone Pesce in una rara immagine dei tempi torresini
Affrontaste i sassaresi nel momento più difficile della vostra stagione. “All’inizio abbiamo faticato un po’ nel trovare l’amalgama, tanti giocatori nuovi e qualche giovane. Ci abbiamo messo un po’ per compattarci ma siamo stati bravi a recuperare il poco distacco. Noi i favoriti per la vittoria finale? Gli altri dicono che siamo la corazzata ma ci sono altre squadre molto forti. Ci sono quattro formazioni con caratteristiche diverse in lotta per la promozione diretta: il Bassano gioca a memoria mentre Pavia e Alessandria annoverano, nelle loro rose, giocatori di categoria superiore. Non sarà solo la qualità a fare la differenza, il fattore mentale sarà determinante.”
Che Torres v’immaginate e vi aspettate? “Diversa rispetto all’andata, ha cambiato allenatore, ora c’è Bucchi col quale ho giocato ad Ascoli, mi farà piacere incontrarlo di nuovo. Hanno giocatori importanti, dovremo stare attenti alle loro ripartenze.”
Obbligatorio un salto a quella meravigliosa annata 2005/2006… “A Sassari vissi la mia prima esperienza lontano da casa e di un certo livello, con Felice (Evacuo, oggi compagno a Novara) ricordiamo spesso quei tempi, eravamo giovani (ride). Quell’anno c’era un’atmosfera bellissima, in Sardegna ho lasciato tanti amici. Fu un’annata importante, da li spiccai il volo verso la Serie A. Disputammo un campionato irripetibile, arrivare terzi in un campionato con formazioni blasonate come Napoli e Frosinone fu indimenticabile, peccato per il finale amaro che però non intacca minimamente un ricordo meraviglioso”.
Senti ancora qualcuno tra i vecchi compagni? “Si tanti. Sono in contatto con Alessandro Frau e Stefano Guberti, al quale faccio l’augurio di tornare al più presto sui campi da gioco, so che ne ha una gran voglia. Nell’ultima visita a Sassari mi vennero a trovare Tore Pinna e mister Antonello Cuccureddu. Sento spesso anche Andrea Luci, compagno non solo alla Torres”.
La tua partita più bella con la maglia della Torres? “Quella a San Giovanni Valdarno fu memorabile, feci gol e vincemmo 4-2″
Hai rimpianti riguardo alla tua carriera? “Assolutamente no, ho giocato in A e B, qualche anno fa avrei firmato per giocare nelle due prime categorie. Il rimpianto più grosso è relativo alla stagione scorsa, col Novara in Serie B: avevamo una squadra da promozione, e non esagero, invece siamo retrocessi miserabilmente. Abbiamo l’obbligo di riscattarci”.
A testimonianza del dolce ricordo che Simone Pesce conserva di Sassari e della Torres la chiusura è per una sua domanda: “Li è rimasto qualcuno? So che Bruno (Pala, ndr) è ancora il magazziniere, mi ricordo le sue risposte colorite alle nostre richieste di felpe e materiale vario, ci diceva sempre che non ce n’erano, naturalmente alla sua maniera (ride di gusto, ndr)”.
Si, Simone, sono passati dieci anni, è passata tanta acqua sotto i ponti ma Bruno e la segretaria Rita sono ancora al loro posto…
Mauro Garau