Calcioscommesse – Andrea Ulizio diserta l’audizione: doveva rispondere (anche) su Torres-Pro Patria

Andrea Ulizio in maglia Pro Patria
Sono andate a vuoto le prime audizioni previste nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Soccer”. Tra coloro che dovevano essere ascoltati, oggi era il turno del cagliaritano Andrea Ulizio – ex giocatore della Pro Patria e del San Marino, figlio di Mauro Ulizio, arrestato dagli inquirenti – e dell’ex allenatore Marco Tosi (ora ai domiciliari a Livorno). Nessuno dei due tesserati si è presentato all’interrogatorio. Erano chiamati a rispondere in merito a tre partite sospette: Cremonese-Pro Patria 3-1 del 15 dicembre 2014, Torres-Pro Patria 4-0 dell’11 gennaio 2015 e Pro Patria-Pavia 2-3 del 17 gennaio 2015. Andrea Ulizio, l’anno scorso al Bellaria, ha recentemente avuto una brutta esperienza con i tifosi della Pro Patria, che lo hanno fermato e colpito mentre si trovava con la sua fidanzata. Nei prossimi giorni della settimana, come annunciato dal vice Procuratore Federale Carlo Loli Piccolomini, le audizioni proseguiranno.
Intanto, il gip del Tribunale di Catanzaro ha reso noto che saranno acquisiti, mediante incidente probatorio, i dati informatici, sms, messaggi whatsapp e mail che potrebbero essere utili nell’inchiesta “Dirty soccer”. La richiesta è stata avanzata da alcuni difensori degli indagati. Il Gip adesso dovrà stabilire la data dell’udienza. Questa settimana si terranno alcuni interrogatori che potrebbero fornire nuovi importanti elementi al titolare dell’indagine, il pm Elio Romano, e agli uomini della Squadra Mobile di Catanzaro.
Tornando ad Andrea Ulizio, gli inquirenti federali hanno atteso per un’ora prima di prendere atto della mancata presentazione dello stesso. Marco Tosi ha invece inviato agli uffici federali un certificato medico con cui dichiarava la propria indisponibilità. Presente negli uffici Figc il procuratore federale, Stefano Palazzi, che ha fatto il punto della situazione con lo staff della Procura per fissare nuove audizioni che prossimamente verranno calendarizzate.