Cagliari, c’è ancora parecchio da fare

L’analisi sui rossoblù dopo il ritiro di Aritzo

Rafael e Andreolli guardano entrare il pallone scagliato da Ragatzu (foto: Zuddas)

Rafael e Andreolli guardano entrare il pallone scagliato da Ragatzu (foto: Zuddas)

Tra la benzina gettata sul fuoco dagli esigenti tifosi rossoblù e le secchiate d’acqua di Massimo Rastelli per spegnere il post partita di Aritzo, il Cagliari si prepara a riprendere gli allenamenti in vista delle prossime amichevoli contro avversari di categoria, sabato a Crotone e lunedì a Istanbul. La sconfitta contro i “fratellini” dell’Olbia, nonostante le smentite di rito, ha lasciato il segno. I rossoblù, scesi in campo con un undici molto vicino a quello titolare, non hanno destato grandi impressioni, per usare un eufemismo. L’Olbia ha sofferto poco le scorribande dei più quotati avversari e, schermato Cigarini dalla mediana di Mereu, la luce del Cagliari non si è mai accesa.




Allo “Stadio del Vento” di Aritzo si è visto un Cagliari che, dichiarazioni di dirigenza e tecnico alla mano, ha bisogno di sfoltire una rosa ampia e ricca di esuberi. Ma, lo aggiungiamo noi, ha anche bisogno di diverse pedine fondamentali per disputare un buon campionato di Serie A. Imprescindibile l’acquisto di due terzini. Uno per la corsia di destra e uno per la corsia mancina. Padoin e Faragò non sono opzioni credibili in quella zona di campo, così come il Miangue pagato 3.5 milioni con un investimento per il futuro non appare ancora pronto per fare il protagonista in Serie A. Se poi le alternative si chiamano Capuano e (ancora) Faragò o adattamenti vari i problemi si amplificano.

Sui centrali di difesa il discorso non cambia. Andreolli è il leader di un reparto che vede Capuano da valutare dopo una stagione quasi sempre ai box (e il suo valore in A ancora tutto da dimostrare), Pisacane che è solo alla seconda esperienza (pur positiva) nella massima serie, Ceppitelli che dovrebbe essere la prima alternativa ai due ma per il quale vale il ragionamento fatto per Capuano, quindi l’arrivo di prospettiva di Filippo Romagna. Importante investimento per il futuro, come Miangue, ma l’ex juventino è comunque alla prima stagione in Serie A dopo un’esperienza in cadetteria con meno di venti presenze. Se l’obiettivo era rinforzare la difesa dopo le clamorose imbarcate dell’anno passato (terza peggior difesa dietro le retrocesse Palermo e Pescara) il lavoro appare ancora incompleto. In tutto questo c’è Salamon, richiestissimo in Serie B, che in rossoblù non viene praticamente mai preso in considerazione.




A centrocampo è arrivato Cigarini, calciatore dal piede educato e ottimo regista. Esperto, tecnico e bravo anche in interdizione. Dopo un anno alla Sampdoria dove ha visto il campo con il contagocce, dovrà prepararsi a fare lo stakanovista. Non c’è infatti un ricambio nel suo ruolo, se non quel Colombatto che però è sempre più vicino al prestito finalizzato a completarne la maturazione. L’argentino piace al Bari e non solo, la società flirta anche col Perugia, ha dubbi sull’opportunità di un suo addio, proprio perché altrimenti dovrebbe affidarsi ad altri adattamenti nella zona nevralgica. A turno, infatti, potrebbero alternarsi in regia i vari Barella, Padoin o Dessena, costretti a rivedere le proprie caratteristiche naturali.

E in attacco? Si spera in un altro anno monstre di Borriello. Perché, tolto lui, sembra dura vedere Sau e Farias in doppia cifra. Il primo è stato spesso sacrificato in ruoli non suoi, il secondo (tra un infortunio e l’altro) ha regalato lampi di genio ma anche partite indolenti dove tendeva a sparire, come avviene da tre anni a questa parte. E poi ci sono gli “esuberi” Cop, Giannetti ed Han. Il primo, parentesi Zola a parte, non ha mai avuto occasioni di dimostrare il suo valore. Eppure in Spagna ha segnato con continuità, in patria anche e timbra quasi sempre nelle amichevoli. Il secondo ha mercato in Serie B e pare essere il primo indiziato a partire, come avvenne a gennaio scorso. Chiude il quadro il giovane nord coreano che ha stupito tutti e che Rastelli vorrebbe tenere. Bisogna far quadrare le volontà di tecnico, entourage del ragazzo e società: il dubbio è lo stesso che pesa su Colombatto, perché l’asiatico dimostra di avere gamba e mentalità di primo livello, oggi è l’unico in grado di cambiare passo, ma – anche per questioni gerarchiche rispetto ai colleghi più anziani – rischierebbe di essere sacrificato con scarso minutaggio. Sarà lui, nonostante la giovane età, a dare una scossa a un reparto che ha funzionato solo a sprazzi?

Il campo e i prossimi più probanti impegni daranno le risposte. Il Cagliari visto con l’Olbia ha deluso e ha sofferto, contro una compagine di categoria inferiore e in ritardo di condizione. Nonostante le dichiarazioni di facciata, ad Asseminello è suonato un piccolo campanello d’allarme. Tra meno di un mese sarà campionato e le trasferte dell’Allianz Stadium e di San Siro saranno già esami importanti e da non fallire. Chi ben comincia è a metà dell’opera.




Giampaolo Gaias

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