A tu per tu con il centrocampista di Orosei: “Se chiama il Cagliari vengo”

Salvatore Burrai, per lui una stagione da 5 gol e 11 assist
“La stagione migliore della mia carriera”. Non ha dubbi Salvatore Burrai, fresco di delusione per la sconfitta ai rigori contro il Parma nella semifinale dei playoff di Lega Pro, nel commentare la sua prima stagione con la maglia del Pordenone. Del resto, i record in fatto di presenze (36), gol realizzati (5) e assist (11) rendono memorabile un’annata alla quale è mancato solo (si fa per dire) l’acuto finale.
Realtà virtuosa e ambiziosa, quella neroverde, alla seconda semifinale persa ma con tantissime note liete. “La delusione è ancora viva – dice Burrai – c’è tanto rammarico perché eravamo convinti di poter fare un’impresa, e sul campo abbiamo dimostrato di essere superiori al Parma. Ci sentiamo un po’ derubati – afferma in riferimento ad almeno un paio di decisioni arbitrali da moviola – nei primi 15 minuti abbiamo sofferto, giocando un po’ troppo di attendismo, poi abbiamo chiuso il Parma nei suoi venti metri e non abbiamo granché da rimproverarci”.
Con i nuovi “mega” playoff allargati, praticamente chi arriva in fondo gioca due campionati. “E’ vero, io a causa di una squalifica (tre giornate, ndr) ho giocato solo tre partite e ho sentito meno la stanchezza, però disputare fino a otto gare importantissime in pochi giorni, dopo le 38 stagionali, è sicuramente una bella faticaccia”. La finale nel deserto dell'”Artemio Franchi” di Firenze è stata particolare: “Da un lato giocare in un impianto da Serie A dà emozioni fortissime, sicuramente per la cornice e i tifosi non è il massimo, non so quale sia la formula giusta, forse bisognerebbe uno stadio neutro non troppo grande ma abbastanza capiente per l’avvenimento delle Final Four”.
Il Pordenone di Bruno Tedino è unanimemente considerata una delle migliori squadre del calcio italiano per la qualità del calcio espresso. “Abbiamo la fortuna di avere un allenatore di grande caratura morale e molto competente. Abbiamo creato un gruppo eccellente, siamo sempre insieme, anche in questi giorni dopo la fine della stagione siamo rimasti in città a sbollire la delusione. Non abbiamo mai mollato, le idee del mister sono valide e in campo si è visto. Se merita altre categorie? Credo proprio di sì, non è alle prime armi e ha già dimostrato tutto il suo valore”.
Ora si riparte: “Sono contento perché sono stato e sto molto bene a livello fisico, ho giocato tanto e con buonissimi riscontri, sicuramente è la migliore stagione della mia carriera sotto tutti i punti di vista. Il futuro? Ho ancora un anno di contratto con il Pordenone, qui non manca niente e c’è una società che vuole ancora investire tanto per puntare in alto”.
Discorso calciomercato, dunque, da tenere chiuso? “Se mi chiama il Cagliari vengo… – afferma col sorriso di chi ha il cuore rossoblù – A parte le battute, siamo professionisti e ovviamente si ascoltano tutte le proposte che dovessero arrivare, dopo di che si valuterà il da farsi. Io sono felicemente legato al Pordenone e quindi bisognerebbe parlare anche con la società”. Intanto a Olbia sta arrivando un ragazzo, quasi coetaneo di Burrai, che ha scelto di scendere dalla Serie B per sposare il progetto Cagliari-Olbia, ovvero Simone Aresti. “Sono molto contento che l’Olbia si sia salvata, perché in Sardegna c’è bisogno di squadre nei professionisti. Io abito vicino a Olbia (è di Orosei, ndr) e semmai ci fosse la possibilità ci penserei, come ho detto prima siamo professionisti ed è giusto valutare tutti gli aspetti e tutte le opportunità”.
Chi va in Serie B tra Parma e Alessandria? “Difficile dirlo, sono due grandissime squadre che forse non vivono il momento migliore della loro stagione. L’Alessandria ha Gonzalez che è in grande forma e può decidere le partite da solo, ma c’è grande equilibrio e il campo lo dimostrerà”.
Fabio Frongia