Olbia, Mereu rinnova. Marino: “In un anno e mezzo solo successi”

Conferenza stampa in casa gallurese con il presidente, l’allenatore e il direttore sportivo

Da sinistra: Mereu, Marino, Carta in conferenza stampa

Da sinistra: Mereu, Marino, Carta in conferenza stampa

Conferenza stampa fiume in casa Olbia, alla presenza di presidente (Alessandro Marino), direttore sportivo (Pierluigi Carta) e allenatore (Bernardo Mereu). L’occasione per ritrovarsi dopo qualche settimana dalla fine del campionato, facendo il punto anche pubblicamente e a mezzo stampa su quel che sarà. Si riparte dal tecnico di Triei, come annunciato in tempi non sospetti dal numero uno del sodalizio gallurese, e come scelto dal ds cagliaritano ad un mese dalla fine della stagione, quando l’Olbia stava sprofondando senza capacità di reazione.




Mereu sarà l’allenatore anche nella prossima stagione, contratto con scadenza 30 giugno 2018. “Quello che dovevo dire sul progetto l’ho già detto, ringrazio il mister per il rinnovo, avevo annunciato la sua permanenza da tempo”, ha detto Marino lasciando la parola al tecnico isolano. “Da parte mia c’è piena soddisfazione – parla Mereu -, e voglia di riprendere subito il cammino interrotto un mese fa, percorrendo insieme la stessa strada. Ringrazio il presidente per l’opportunità datami”.

“Ci sono degli accordi scritti e non scritti, questi ultimi condivisi da me con Mereu al momento della salvezzacontinua Marino -, tra questi c’è l’utilizzo e la valorizzazione dei giovani, ma rimane una cosa scontata perché siamo sempre stati in sintonia e poi il mister prima di venire all’Olbia era supervisore delle giovanili della Figc Sardegna, quindi abbiamo detto tutto”.

“La scelta di Mereu è frutto di valutazioni varie, ponderata, non dei recenti risultati. Con luidice il ds Cartapossiamo migliorare la posizione in classifica, possiamo far crescere i nostri giovani, c’è unità di intenti in società e quindi andiamo avanti con fiducia”.

Mereu ha qualche richiesta particolare dal mercato? “Abbiamo iniziato a chiacchierare con il presidente e il direttore, da ora iniziamo a percorrere quella che sarà la strada di rafforzamento dell’Olbia 2017/2018. Tutto nasce dai giocatori che riusciremo a confermare dopo attenta valutazione, poi programmeremo gli innesti. In cima ai desideri c’è quello di una punta prolifica, perché se hai uno che segna riesci a giocare meglio e a sopportare qualche gol subito di troppo. Ero molto contento della squadra che ho allenato a fine stagione, visto che abbiamo fatto 10 punti su 12 disponibili subendo un solo gol peraltro in modo particolare. Un allenatore deve parlare di quello che ha visto e vissuto, dunque non posso e non devo dare giudizi su quel che è stato prima del mio arrivo. Non potremo trattenere tutto l’organico dell’anno scorso, a cominciare da Cossu che probabilmente tornerà al Cagliari, ma lavoreremo su un gruppo che possa giocare col 4-3-1-2 e variare il sistema di gioco. Il 4-3-1-2 è il modulo che più mi soddisfa per coprire il campo e avere uno schieramento prettamente offensivo, ovviamente devi avere i giocatori giusti. Non è facile sostituire Cossu, serviranno elementi che ci diano alternative tecniche e tattiche”.

“Ho sempre allenato in Sardegna per mia scelta, dopo la Torres preferii rimanere qui, a parità di condizioni mi ha sempre affascinato di più“, ha continuato Mereu.

C’è attesa per le strategie di mercato. “La struttura della nostra rosa rimarrà immutata – dice Marino – e per struttura intendo la proporzione tra ‘over’ e ‘Under 23’. Noi abbiamo 8 ‘over’, siamo in linea con le altre società. In Assemblea di Lega c’è stata dura lotta sugli obblighi relativi a ‘over’ e ‘under’, ora noi lavoreremo per costruire la squadra, ci saranno i colloqui tra di noi per capire quali ‘over’ potranno stare assieme ai nostri giovani. Per noi la nuova stagione inizia oggi, con la programmazione, anche se in Lega Pro la coda dei playoff arriva fino al 17 giugno. Il 26 giugno ci sarà un Consiglio federale importante, potrebbero cambiare molto i sistemi di pagamento delle valorizzazioni, ci potrebbero essere novità che il presidente Gravina ha cercato di introdurre e che potrebbero dare respiro ad altre società in difficoltà”.

In passato, nel momento più critico della stagione 2016/2017, non sono mancate le critiche sul mercato olbiese, in particolare quello di gennaio.Sicuramente ci sono stati errori – dice Marino – Però alla fine le cose giuste hanno prevalso. E’ evidente che non è interesse di nessuno fare un processo agli acquisti di gennaio, ci siamo salvati senza passare dai playout e quindi l’unico obiettivo ora è non ripetere gli errori. Due acquisti (Benedicic e Ricci) sono andati male, Iotti e Ogunseye sono andati benissimo, con Roberto che ci ha salvato grazie ai suoi gol e grazie al mister, Iotti è diventato un calciatore qui a Olbia, ha richieste e lo riscatteremo. Ogunseye ha tante richieste e sarà dura trattenerlo. In un’annata ci sta che un calciatore o più di uno non renda, però ora non ha senso andare a scavare all’indietro, di certo non facciamo mercato per indebolire la squadra. Detto ciò, facciamo autocritica, non ci nascondiamo, mi assumo e ci assumiamo le responsabilità”.

Così Carta sugli errori del mercato. “Se il presupposto è sano e nobile non ha senso l’autocritica – dice il direttore sportivo – i due giocatori che non hanno brillato venivano da una stagione importante in Serie B, Iotti e Ogunseye erano opportunità da sfruttare, prima di fare le operazioni si valuta e si pondera con attenzione. A gennaio la squadra non fu smantellata, partirono elementi che giocavano poco, l’unico calciatore che giocava titolare era Miceli, sostituito da Iotti che però era molto più giovane, segno di una società che lavora in prospettiva”.




Marino dice la sua su Van der Want. “E’ stata una nostra scelta quella di tenerlo. A gennaio, con l’arrivo di Ricci, scegliemmo di tenere lui piuttosto che Carboni e Montaperto. Il fatto che poi Marteen sia risultato decisivo non è solo merito suo, ma anche di chi l’ha tenuto preferendolo a due portieri di proprietà del Cagliari. Nell’ambito dei risvolti della salvezza e del calciomercato, è importante guardare ai meriti di questa società, non solo ai demeriti”.

Non manca la polemica con alcuni giornalisti che durante la stagione scorsa erano stati molto critici. “Se volete parlare dai vostri blog parlate pure – dice Marino -, se vogliamo guardare ai fatti commentiamo i fatti. I cori erano di una parte minima della tifoseria, ma non c’era pessimismo diffuso, e lo dico perché parlavo con la nostra gente che ha a cuore le sorti dell’Olbia. In un anno e mezzo abbiamo fatto una promozione in Lega Pro – continua Marino -, sul campo e non a tavolino, e una salvezza in Lega Pro senza passare dai playout. Per me questi sono successi e basta”.

Ancora Carta sul mercato. “Il nostro modus operandi non è quello di prendere giocatori in giro a caso, a gennaio scorso avevamo 28 punti ed eravamo in una situazione di classifica tranquilla. Provammo a sostituire due giovani che non giocavano, Scanu e Auriemma, pescando il jolly con Benedicic che veniva dalla Serie B. Peraltro Benedicic quando è arrivato non era certo titolare, non sarebbe corretto valutare il mercato sul rendimento di due elementi e basta”. Continua Marino: “Siamo una società che si deve salvare, in una categoria dove ogni squadra perde mediamente 1.5 milioni, dobbiamo trovare giocatori a parametro zero, da valorizzare, tutte le operazioni che facciamo a titolo oneroso devono essere frutto di plusvalenze. Non siamo il Cagliari, siamo una realtà che deve valorizzare i calciatori come da statuto della Lega Pro, che come le altre si deve barcamenare in Lega Pro. Il calcio italiano non funziona, la Lega Pro non funziona, genera 60 milioni di debiti l’anno, è una lega di presidenti e società che cercano di arrangiarsi, senza riuscire a guadagnare e fare business. Sarà dura andare avanti così, io ogni anno faccio sì che le perdite siano sempre minori, ma per come per tutti la situazione è insostenibile”.

Perché Marino rimane presidente dell’Olbia? “Perché è una sfida. L’Italia non può continuare così, abbiamo visto la migliore squadra italiana (Juventus, ndr) prendere quattro gol senza colpo ferire da un’altra (Real Madrid, ndr) che fa parte di un sistema molto più remunerativo. Qualcosa da noi sta cambiando, Gravina ha proposto delle cose, si potrebbero ridurre le squadre, ci potrebbero essere degli sgravi fiscali, si lavora per una Lega Pro a 40 squadre aumentando il budget, dividendo tra meno squadre i proventi della Legge Melandri. La mia è una sfida personale, perché qui ho tanti amici, perché funziona la partnership col Cagliari, perché amo il calcio, ma non sono il tipo che va avanti nascondendo la polvere sotto il tappeto per poi iniziare a non pagare gli stipendi. Noi abbiamo sempre pagato regolarmente, non abbiamo mai avuto multe o sanzioni per illeciti amministrativi. La partnership col Cagliari continua, quando si fermerà mi vedrete molto più preoccupato. Quest’anno riuscire a trattenere due ’97 come Pinna e Cotali è difficile, perché non è che il Cagliari abbia interesse a tenerli in Lega Pro senza provarli in Serie B. Quest’anno abbiamo fatto esordire diversi elementi, ora ne abbiamo alcuni con un bagaglio di esperienza ed è positivo. Non è escluso che un giorno ci sarà anche un contro esodo, ovvero elementi dell’Olbia che possano andare al Cagliari, dal mister ai tecnici ai calciatori più o meno giovani. La sede del ritiro? Ancora non abbiamo deciso”.

Ci saranno rinforzi di esperienza? “Più di otto ‘over’ non possiamo sostenere – si limita a dire Marino -, sui nomi non mi esprimo, al direttore e al mister ho chiesto di fare una squadra più solida difensivamente, perché l’anno scorso abbiamo preso troppi gol. Lungi da me andare oltre”. Così Carta: “Stiamo iniziando a lavorare, da oggi capiremo cosa ci riserverà il mercato, c’è qualche richiesta per alcuni dei nostri elementi più esperti, ora è prematuro fare dei nomi sia in entrata che in uscita”.




“La Sardegna non può ridursi ad avere solo il Cagliaridice CartaFaccio sempre l’esempio dell’Uruguay che ha 3.5 milioni di abitanti e ha giocatori sparsi in tutto il mondo, noi siamo 1.5 milioni e facciamo fatica ad avere una sola squadra in Serie A. Non basta il Cagliari e non basta l’Olbia, ci sono tante nobili decadute che vanno recuperate. I calciatori sardi ci sono, non tutti passati per il Cagliari, noi dell’Olbia stiamo facendo bene a livello giovanile nei vari tornei e quindi siamo contenti”.

In Gallura non mancano le squadre che stanno facendo bene: Olbia, Arzachena, San Teodoro, Budoni. “I risultati non arrivano per caso – sostiene Carta – L’Arzachena sfiorò i playoff anche l’anno prima, ci sono realtà che programmano e lavorano bene, in questo momento tocca alla Gallura, mi dispiace che altre zone della Sardegna siano più in difficoltà, ma questo è frutto di gestioni non oculate che alla fine fanno fare acqua da tutte le parti. Speriamo di avere quattro squadre, con la promozione del Budoni, in campionati nazionali”.

C’è la possibilità di un campionato intermedio tra Serie C e Serie D. “Ci potrebbe essere un torneo ‘cuscinetto’ – spiega Marino – che non si chiamerebbe Serie C2, che avrebbe sgravi fiscali e contributivi, e permetterebbe a realtà non abbastanza grandi da andare in Serie C di rimanere a livello professionistico, senza l’automatico svincolo con la retrocessione dalla terza serie. Secondo me è una questione di ripartizione delle risorse, se le società della Serie A non capiscono che ripartire le risorse aiuta ad aumentare la competitività di tutti i campionati non si va molto lontano. Crescere da soli non paga. Concludo dicendo che forse a Sassari le risorse sono state assorbite in maniera molto positiva del basket, quindi è normale che sia un gioco a somma zero, per uno che sale l’altro viene penalizzato”.

Verranno confermati in blocco i collaboratori di Mereu, oltre al vice Michele Filippi? “Baldus (preparatore atletico, ndr) ha richieste da categorie superiori – dice Carta -, ne parleremo in questi giorni. Idem per Oliva (preparatore portieri, ndr). Ci sono possibilità che rimangano, vedremo”.




Ci sarà l’obbligo di tesserare anche una squadra femminile. “Andremo a parlare nelle scuole, nei gruppi sportivi e nelle associazioni per ascoltare maggiormente la cittadinanza locale. E’ una cosa che avrei voluto fare di più in passato – dice Marino –. Vogliamo tesserare le bambine (under 12, ndr) delle scuole olbiesi, senza affiliarci a realtà femminile di chissà dove, recependo così pienamente le direttive federali”.

Si può puntare ai playoff? “Dal punto di vista societario ed economico bisogna puntare ai primi sei posti, altrimenti fare i playoff non ha molto senso, perché non hai un ritorno a livello economico e di immagine. Se la scelta è tra arrivare decimo o settimo allora dico che la priorità rimane valorizzare i giovani”, ha concluso Marino.

dall’inviato Giampaolo Gaias

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