

Un’entrata di Johnson Odom (foto: Gianluca Zuddas – SardegnaSport.com)
Una partita giocata alla pari contro un Lokomotiv Kuban che ha rasentato la perfezione (a differenza di quello visto col Galatasaray in finale) e un’agevole vittoria contro un’Alba Berlino ancora in fase di assestamento. Il resoconto del 6° torneo “City of Cagliari” della Dinamo Sassari apparentemente potrebbe limitarsi a questa didascalia, ma il torneo cagliaritano ha detto senz’altro molto di più sulla squadra di Federico Pasquini.
Cos’è cambiato – Osservando queste prime uscite biancoblù, si può serenamente affermare come quest’anno emergano componenti che mancavano nella squadra vista nella tutt’altro che indimenticabile stagione scorsa. All’attuale roster manca certamente l’individualità di spicco, anche se Darius Johnson Odom si candida a diventarlo alla stregua del David Logan che fu. L’assenza di una vera e propria prima donna è però situazione che ha favorito per certi versi l’atteggiamento mostrato a Olbia come nelle uscite di Padru, Nuoro e Sassari, prima del weekend cagliaritano. La Dinamo Sassari sembra avere pazienza nel cercare le spaziature giuste in attacco, facendo viaggiare la palla da una mano all’altra (e con Olaseni questo accadrà ancor di più, assicura Pasquini) per trovare il miglior tiro. Si contano infatti sulle dita di una mano le conclusioni prese nei primi secondi dell’azione offensiva. Altro aspetto positivo è sicuramente l’intensità difensiva: se l’anno scorso l’eccessiva morbidezza di alcuni elementi (per non dire gran parte) aveva caratterizzato la fase di non possesso, quest’anno le cose sembrano essere mutate. Pasquini, ben aiutato dall’adrenalinico (e foriero di consigli) vice Baioni, guida dalla panchina il pressing anche quando i suoi gestiscono un ampio vantaggio, chiedendo rotazioni ancora da oliare ma che devono portare l’avversario a forzature, magari a ridosso della sirena.
Gruppo già affiatato – Uno degli obiettivi dichiarati del coach biancoblù è quello di far integrare i nuovi arrivati, memore forse di quanto accaduto la scorsa stagione, quando la chimica non arrivò mai per davvero. L’impressione è che questo stia avvenendo, in parte per il carattere di gente come Dusko Savanovic, probabilmente il migliore dei nuovi e sicuramente il più amato dai tifosi che stanno imparando a conoscere questo gruppo, e in parte per una maggiore attenzione all’accoglienza da parte di chi c’era già. Ottimo anche l’atteggiamento di Pasquini che “coccola” i cosiddetti gregari, come da lui stesso dichiarato nel post partita con l’Alba Berlino. Impressioni dunque favorevoli da questo primo mese biancoblù. Ci sono ancora quindici giorni per affinare i dettagli e farsi trovare pronti per la prima contro Varese, al Pala Serradimigni. Matteo Porcu