San Teodoro, la forza della perseveranza

Davide Cherchi (foto: Giorgio Melis)

Davide Cherchi, protagonista della gara (foto: Giorgio Melis)

Qualche errore risultato nel complesso ben gestito, polmoni da vendere e un destino da capovolgere. In estrema sintesi è stato questo l’esordio assoluto del San Teodoro nella quarta serie nazionale. Chissà cosa sarà frullato nella testa degli undici viola in campo, dopo il gol-lampo di Antonio Cocco. Qualcosa tipo, “abbiamo mille alibi, siamo all’esordio, fuori casa, ci sta”. La squadra di Tomaso Tatti – uno che di battaglie tra la A e la B ne ha combattute tante – aveva, però, qualcosa in serbo. Lasciamo saltare gli schemi e i moduli. È bastato non avere nulla da perdere perché i viola iniziassero a giocare. Presi per mano da Steri e Farina, i giovani hanno perso la riverenza. Un lavoro che si è compiuto in 80 minuti, minando le certezze del Lanusei che costruiva trame di gioco convincenti ma senza pungere troppo, mentre i galluresi prestavano il fianco con le ripartenze. Il classico gioco che ci si aspetta dalla squadra ospite. Ma il paradosso vuole che il colpo di grazia arrivi proprio da un errore a centrocampo che lascia al palo la squadra di casa, come durante una ripartenza bene intercettata, perché il Lanusei sta spingendo come non mai (e con tutti i suoi uomini) per trovare nuovamente il vantaggio. La spinta si infrange sul cinismo.



Masia occasione San Teodoro

Masia Aloia occasione

La sequenza della doppia occasione lanuseina con Masia e Aloia neutralizzata da Cherchi e compagni (foto: Giorgio Melis)

Senza dubbio è stata una partita da incorniciare per Spano e Mbaye, entrambi decisivi nelle azioni che hanno portato alle reti; ma il vero protagonista è stato il giovane Davide Cherchi, di arancio vestito, a difendere la sua porta. Un errore di posizione a partita appena iniziata sembrava aver segnato la sua gara, anche qui con mille alibi da portare al banco degli imputati. Ma le scuse non sono servite, spazzate via come le conclusioni di Curreli, Ladu, Aloia, Floris e Masia. Sì, c’è da registrare anche un palo, ma qui il commento giusto lo ha lasciato Tatti: “la fortuna te la crei lottando su ogni pallone”. I galluresi alla fine della fiera hanno ottenuto il massimo dal poco che hanno creato. Avviso ai semiprofessionisti: Il San Teodoro porta con sé l’effetto sorpresa della matricola e ha a disposizione una squadra solida che ha i numeri per continuare a stupire.

 

Roberta Marongiu

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