Silvestrone, ti ascolteranno gli americani?

Luca Silvestrone con gli abiti di corrispondente diplomatico
Nella tarda primavera del 2014 fu il personaggio che catalizzò l’attenzione dell’universo Cagliari, calcio e non solo. Colui che avrebbe dovuto fare da ponte per l’approdo degli investitori statunitensi al Sant’Elia. Una sorta di sbarco in Normandia che avrebbe dovuto rappresentare una nuova era per il mondo rossoblù, tra impianti futuristici e nomi altisonanti in riva al Golfo degli Angeli. Luca Silvestrone ebbe l’impatto di un meteorite. Lo zio Sam a cui molti tifosi (e qualche giornalista…) regalarono in maniera prematura le proprie speranze di grandezza.
Per settimane, tra le altre cose, si parlò di Ranieri e Roberto Carlos in procinto di approdare ad Asseminello, di beauty center e avveniristiche novità in via Vespucci. Il nostro riuscì persino a farsi ricevere dal Sindaco Massimo Zedda a Palazzo Bacaredda, mentre in quelle settimane nelle redazioni arrivavano mail scritte in un inglese sconosciuto a William Shakespeare. Una soap opera in cui i protagonisti – gli americani – proprio non si decidevano ad emergere, nonostante viaggi transoceanici e i progetti di un architetto di fama internazionale come Dan Meis, erede dello studio di fattibilità del malcapitato giovane geometra D’Arace.
Fu così che Silvestrone divenne ben presto un Don Chisciotte in salsa romagnola, diversa da quella che macchiava la sua camicia nelle foto della movida cagliaritana. Furono tempi di rara follia, corroborata dalla voglia di sognare e dall’incapacità di ragionare, nonché dal pressapochismo di tanti professionisti, in vari campi. Tra accuse alla stampa locale (o parte di essa) e improvvisate conferenze stampa nei bar di Cagliari, le promesse e le accuse persero ben presto consistenza, convincendo gradualmente tutti ad appoggiare il progetto Giulini, compresi coloro i quali consideravano “Luca, uno di noi”.
Vi chiedevate che fine avesse fatto? Ne dubitiamo. Ma è notizia recente la nomina del buon Luca “l’americano” al ruolo di corrispondente diplomatico. Chissà che ora non sia più facile conoscere i suoi soci d’oltreoceano…