Il Cagliari visto dal continente (VIDEO)

Una grande tavolata, il pranzo e poi tutti a tifare Cagliari
Partita perfetta in una giornata altrettanto eccezionale che a Torino ha visto riunire i sardi che, chi per un motivo e chi per un altro, vive da tempo ai piedi della Mole. Ma non solo. A partecipare alla festa erano presenti anche gli isolani trapiantati a Genova e Aosta che, per l’occasione, si sono recati nella città regia per riabbracciare i loro conterranei e vivere insieme un giorno all’insegna del tifo per quei colori che li unisce. Ci pensa subito Capuano a riscaldare un clima già incandescente prima dell’inizio del match, dove i cori si sprecano e ogni occasione è buona per incitare la squadra. Brindisi di buon auspicio, canti e grida di gioia, pardulas e cannonau.
La partita del Cagliari però non è solo il pretesto utile a dare legittimità a una straordinaria rimpatriata, il “Casteddu” è molto di più, è lealtà nei confronti della terra natia, è il piacere della condivisione, è appartenenza da trasmettere ai più piccoli, a quella progenie nata oltremare al quale, per correttezza, si deve mostrare l’identità prima che ne scelgano una contraffatta. Al Circolo dei sardi di Torino c’erano persone di tutte le generazioni come fosse una festa di famiglia, e forse lo era davvero; dal più grande al più piccolo tutti agghindati con maglie e sciarpe rossoblù, senza vergogna, come una seconda pelle, perché anche nel lontano continente la terra madre non si rinnega e i colori si indossano con fierezza.
Tanta gente e tante storie, aneddoti vecchi e nuovi che riportano alla memoria la leggendaria “tribuna alberata” dello stadio Amsicora; la fuga di Nenè (quello della favolosa impresa) da una Torino che gli calzava male: “Me ne torno a Cagliari, a casa mia!, mi disse un giorno”. E molte altre cronache e racconti di vita, anche di chi nell’isola si appresta a ritornare e chi, con malinconia, avrebbe voluto farlo. Non solo una squadra di calcio quindi, ma una ricorrenza che continua a mantenere stretti i legami.
Lo sanno bene Franco e Anna, i gestori del locale, che a breve daranno i natali a un altro circolo all’insegna del motto “Fortza Paris”, massima che accomuna tutti i sardi, e accoglierà chiunque, da quella terra meravigliosa, avrà dovuto fare le valigie ma vorrà ancora sentirsi a casa. Ci si trova bene in questo ambiente genuino dove si tifa, si ride e si urla. I tifosi rossoblù che si trovassero nelle vicinanze adesso sono avvisati e tutti benvenuti. Unica regola: guai a chi spegne la tv quando gioca il Cagliari!
Carolina Cugusi