Cagliari-Perugia, sala stampa – Rastelli: “Depressi dallo svantaggio, ora dobbiamo reagire”

rastelliAl termine dell’incontro tra Cagliari e Perugia, parlano i tecnici delle due compagini nella sala stampa del Sant’Elia. Il primo a presentarsi ai microfoni è Pierpaolo Bisoli, allenatore dei biancorossi ed ex proprio dei rossoblù. Ecco le sue parole: “L’affetto della gente mi ha fatto molto piacere, ma poi ho pensato solo al Perugia. Oggi eravamo in grande emergenza, come sempre in stagione, ma queste tre vittorie ottenute con tanti assenti sono l’emblema della mia squadra. Fino alla fine bisogna stare attenti, ci stiamo allontanando dalla zona rossa. Il Cagliari? Arriverà primo sicuramente, ora patisce il fatto di avere qualche giocatore fuori ma ci sta. Ci sono passato anche io col Cesena. Le dimissioni? Io non sono uno attaccato alla poltrona. In quel caso il presidente è stato bravo, non ha accettato le dimissioni nonostante avessi rinunciato allo stipendio e abbiamo ricominciato da capo. Oggi abbiamo mostrato una grande prestazione di squadra, con compattezza e voglia di vincere. Le occasioni del Cagliari? Il portiere è pagato per parare, il calcio è fatto di episodi: o stravinci, o devi essere bravo a portare gli episodi dalla tua parte. Nel secondo tempo Rosati non ha fatto una parata, contro una grande squadra come il Cagliari. Guberti? Lo aspettavamo da tutto l’anno. Dopo la squalifica ha avuto un problema fisico, ma fino a dicembre si era allenato con una intensità estrema. Dal punto di vista tecnico non si discute, e ora me lo voglio coccolare. I tre punti della mia squadra sono merito del Perugia, e non demerito del Cagliari. Abbiamo fatto molto bene, ma se i rossoblù hanno dei problemi, pensate anche a noi: ho dovuto mandare in campo Fabinho che non toccava il campo da 4 mesi. Con questa vittoria per noi non cambia nulla. Prendiamo una partita alla volta cercando di superare l’avversario. Cinque punti sulla zona playoff a undici partite dalla fine non sono tanti.”



Arriva il momento di Massimo Rastelli. Queste le sue dichiarazioni: “E’ stato il miglior tempo del girone di ritorno sotto tutti i punti di vista, e nonostante questo siamo andati sotto di un gol. Questo ha depresso un po’ i ragazzi, e nel secondo tempo abbiamo perso tranquillità. Abbiamo cercato di arrivare in avanti per inerzia, in maniera quasi confusionaria. Ora sta a noi ricompattarci e reagire, cercando di ritrovare quella serenità che sta mancando. L’assenza di Di Gennaro? E’ la mente da cui passano tutte le nostre giocate, abbiamo cercato di cambiare qualcosina dal punto di vista tattico per ovviare alla sua assenza. Oggi con Cerri volevo maggior verticalità, per fare un esempio. Nella prossima settimana recupereremo tutti, e chissà che questo non possa dare carica anche agli altri. Il primo gol? Dovevamo fare più diagonale coi centrocampisti, e forse un centrale poteva uscire prima in chiusura. Joao Pedro? Da trequartista può fare meglio, ma non potevo pensare di rischiare Tello. In un momento particolare, col Perugia abbottonato, ho inserito un elemento offensivo come lui. Ha sbagliato qualche pallone, ma non ho nulla da rimproverargli. Nel momento in cui si hanno tutti a disposizione, la squadra ne giova perchè ognuno ha il suo pezzetto di responsabilità. Nell’ultimo periodo i più esperti hanno dovuto sobbarcarsi un maggior peso, e probabilmente questo ha influito. Stasera ai miei ragazzi non posso imputare nulla sotto il profilo dell’impegno. Hanno dato tutto, ma evidentemente questo “tutto” però ancora non basta, e da domani cercheremo di ricompattarci. Il ritiro? Dovrò essere bravo a lavorare su tutti gli aspetti, anche se è normale che in questo frangente quello mentale fa la differenza. In questo momento tante cose non stanno funzionando: una su tutte il fatto di prendere sempre gol. E’ sempre sottile, poi, la linea che divide l’aspetto fisico da quello mentale. Se oggi avessimo segnato nel primo tempo avreste visto un altro Cagliari. Barreca? E’ uscito perchè aveva perso lucidità e avevo bisogno di un giocatore con maggior lucidità in quel momento. Mi dispiace che Cerri venga fischiato, perchè è uno che non si risparmia mai. Melchiorri invece non si è allenato tutta la settimana, ha fatto una infiltrazione per non sentire dolore e rischiare di perderlo per più tempo proprio non mi andava. L’ho messo nel finale solo perchè Sau non ce la faceva più”.

dagli inviati al Sant’Elia Roberto Rubiu e Mattia Marzeddu




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