Cagliari-Perugia, le pagelle – Si salvano in pochi, Krajnc e Sau da bollino rosso

Marco Sau
Storari 5 – Rivedibile in occasione della prima rete perugina, la sensazione è che la visuale fosse coperta. Graziato in altre due circostanze nei primi 45′, poi non è mai chiamato in causa fino al 93′ quando viene bucato in maniera irrisoria da Milos.
Balzano 5,5 – Guberti crea pochi grattacapi dalle sue parti e, in compartecipazione con Cinelli, riesce ad arginarlo senza particolari problemi. Nel secondo tempo spinge con più veemenza ma spesso è tanto volenteroso quanto impreciso. Apprezzabile la volontà, meno tutto il resto. Uno dei meno negativi nella disastrosa serata rossoblu.
Salamon 5,5 – Più elegante rispetto al compagno di reparto ma anche lui protagonista di una partita in apnea e contraddistinta dalla mancanza di tranquillità. Decisamente meglio nel secondo tempo quando, di fatto, si allenta la pressione perugina.
Krajnc 5 – Conferma le impressioni negative delle ultime settimane. Costantemente in difficoltà quando viene pressato, è apprensivo e poco lucido. Da un suo sanguinoso errore nasce la prima occasione per gli umbri, esce in colpevole ritardo su Prcic in occasione della rete subita. Un intervento decisivo su Aguirre, in apertura di ripresa, gli evita un voto che sarebbe stato addirittura più basso.
Barreca 5 – Il Perugia spinge raramente dalle sue parti ma l’ex Cittadella è spesso impreciso e confusionario nella metà campo offensiva (dal 61′ Murru 5,5 – Nei 30′ minuti in cui viene chiamato in causa ripete il copione recitato dall’ex Cittadella )
Cinelli 6 – Mette in mostra grinta e volontà, caratteristiche grazie alle quali si sta facendo apprezzare in questi suoi primi mesi rossoblu. I piedi non sono educatissimi, ma il lavoro sporco che fa per la squadra lo rende uno dei più positivi nella deriva rossoblu
Fossati 5,5 – Nonostante il pressing asfissiante riservatogli dai centrocampisti ospiti, cerca di orchestrare il gioco con semplicità e senza particolari acuti. Utile, a volte decisivo, il suo supporto in fase di ripiegamento nel primo tempo. Si eclissa gradualmente dopo l’ora di gioco.
Joao Pedro 5 – Uno dei più positivi nel primo tempo, fatto di spunti interessanti e buona predisposizione al sacrificio. Inizia il secondo tempo con qualche errore di precisione per poi calare vistosamente alla distanza.
Farias 5 – Pronti-via e incendia la partita illudendo compagni e tifosi. Ma, come detto, è solo un’illusione. Si nasconde proprio quando la squadra avrebbe maggior bisogno della sua fantasia, alternando buone iniziative personali ad errori figli dell’indolenza.
Sau 4,5 – Qualche sprazzo (sporadico) di talento imprigionato in uno stato di forma lontano dai giorni migliori. L’astinenza dal gol si fa sentire e vedere in una prestazione nervosa e inconcludente. (dal 84′ Melchiorri – sv )
Cerri 5,5 – Apprezzabile la voglia con cui si sbatte per 70′. Cerca di far salire la squadra usando il suo fisico da guerriero ashanti e con qualche sponda degna di nota. Perde convinzione e lucidità col passare dei minuti, ma i fischi sono assolutamente ingenerosi (dal 72′ Tello 5,5 – 20′ di volontà e confusione )
all. Rastelli 5 – “Credo ci siano tutte le condizioni per una prestazione convincente”. Così, ieri, il tecnico rossoblu presentava la sfida contro il Perugia. Il Cagliari conferma il proprio momento negativo e solo i risultati delle avversarie permettono di stare tranquilli in ottica promozione. Anche la lunga lista degli indisponibili non giustifica una prestazione scialba, inconcludente e asfittica come quella odierna. Il Perugia si limita a difendersi con ordine per poi ripartire in contropiede e il Cagliari in 90′ non trova una contromossa in grado di incrinare i piani della squadra di Bisoli. Le trame di gioco sono farraginose e frutto per lo più di iniziative personali. Si dirà “Rosati migliore in campo”:giusto. Ma è da sottolineare, ad onor del vero, come l’imprecisione degli attaccanti del Perugia abbia evitato un passivo peggiore. La sensazione è che le prime avvisaglie di una crisi (perché ormai di questo si tratta) siano state sottovalutate e troppo facilmente giustificate.
Stefano Sulis
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