Cagliari-Perugia, Guberti: “Giochiamocela! Bisoli? Un grande”

Postato il 13 Mar 2016
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Stefano Guberti in maglia Sampdoria

Stefano Guberti in maglia Sampdoria

Non è un ex, ma comunque un sardo doc (di Villamassargia, nonostante la carta d’identità dica “nato a Sesto San Giovanni”) che lunedì sera (ore 20.30 al Sant’Elia) sarà di scena da avversario del Cagliari. Gioca nel Perugia, e Stefano Guberti ha tanta voglia di fare uno scherzetto ai suoi corregionali, sperando che Pierpaolo Bisoli lo schieri sul prato cagliaritano.

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“Diciamo che qui in Umbria sta andando benino – dice a Radio X, ospite di Doppio Misto – Stiamo cercando di risollevarci in classifica, il mio umore è in miglioramento, dopo anni di grande difficoltà dovuti alla squalifica e alle note vicende per l’inchiesta sul calcioscommesse”. Una volta tornato in campo, subito l’infortunio muscolare: cosa hai pensato? “Che avevo fatto trenta e dovevo fare trentuno, viste le varie peripezie. Purtroppo non ci voleva questo stop immediato, però ora ho recuperato, da una settimana mi alleno con il gruppo e spero di non avere altri problemi”.




Una gara in Sardegna è sempre particolare per Guberti (ex Alghero e Torres, tra le altre): “Avrò tanti amici e parenti sugli spalti, è sempre una gara speciale quella del Sant’Elia per me”. Che idea ti sei fatto del Cagliari, visto dall’Umbria e da avversario? “Ci può stare un momento complicato, il Cagliari è una squadra più forte di tutte in Serie B, a Trapani ha trovato la compagine siciliana molto in palla, ma penso che i sardi non avranno problemi a salire di categoria”.

Che Serie B hai ritrovato, quattro anni dopo l’esperienza col Torino, prima della squalifica? “Mi piacciono diverse formazioni che giocano bene, avrei dato il Pescara in lotta col Cagliari, ma ora il Crotone penso possa buttarlo solo lui questa promozione a braccetto con i rossoblù isolani”.

Che Perugia dobbiamo aspettarci al Sant’Elia? “Sappiamo che se ci mettiamo dietro ad aspettare prendiamo gol, prima o poi. Il Cagliari ci terrà a riprendere i 3 punti che mancano da 3 gare, noi dovremo essere pronti a pungere, a giocarcela e sfruttare ogni occasione. Altrimenti non ha senso neanche partire”.

Com’è stato l’approccio con Bisoli? “E’ stato un grande nei miei confronti. Mi ha sempre fatto sentire parte del gruppo, lo devo ringraziare, ho lavorato pienamente con la squadra, sempre partecipe della realtà perugina. Lo ringrazio e spero di poterlo ripagare”.

E’ un Cagliari che non sempre gioca bene al calcio, tu di che scuola di pensiero sei: meglio vincere o è fondamentale anche esprimere un buon gioco? “I risultati sono prioritari, abbinare gioco e vittorie è straordinario ma non facile. Alla fine rimangono i punti e i risultati, non i discorsi. Quindi il Cagliari deve pensare a salire, non ricordo troppe squadre che sono salite in A facendo calcio champagne, io ricordo il Pescara di Zeman, che però anch’esso conobbe dei momenti negativi”.

Tornando nel calcio di alto livello, quali difficoltà hai incontrato? “Ho avuto la fortuna di fare tutta la preparazione, ovviamente gli allenamenti sono una cosa e le partite un’altra. Se dovessi giocare a Cagliari sarà un buon test, mi manca e mi è mancata la brillantezza, oppure la capacità di recuperare dagli sforzi. Ma sono cose che vengono con il tempo. Il ruolo di ala mi aiuta, chiede un po’ meno a livello fisico e le mie qualità cerco di riproporle ora, senza voler strafare”.

Guberti vuol dire anche Torres: “Seguo sempre le vicende dei sassaresi, ho tanti amici a Sassari e nella Torres, spero possano risollevarsi e meritarsi il professionismo. Alla Torres ho cominciato a giocare nel calcio che conta, auguro il meglio ai tifosi e al club. Marco Sanna? Era un allenatore in campo, non sono stupito da tutto quello che sta facendo in panchina”.

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