La Torres femminile riparte da una presidentessa “casalinga”, Federica Meledina: “Entusiasmo, valori e made in Sardegna”

Federica Meledina, presidente della neonata FC Torres Femminile
Il 26 novembre 2015, dalle ceneri della pessima gestione Capitani, all’interno della quale è stata dimenticata e abbandonata fino alla morte sportiva, rinasce la Torres femminile. Alla base della resurrezione tanti ingredienti fondamentali (ai quali però ne vanno aggiunti di altrettanto importanti) come la passione, l’entusiasmo, la voglia di ripartire e, perchè no, di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. A incarnare tutti questi sentimenti è il nuovo presidente, o meglio presidentessa: Federica Meledina, una donna col calcio che scorre nelle vene: “Mi sono innamorata di questo sport grazie a Gigi Faedda che conobbi ai tempi del suo lavoro alla Torres, una persona fantastica che mi ha trasmesso il vero significato dei valori sportivi. Questa nuova avventura parte dai suoi insegnamenti” La nuova first lady del calcio sassarese guida la nuova società con il supporto delle famiglie delle ragazze, quello della Fondazione Torres e dell‘Associazione Memoria Storica Torresina: “Al momento siamo un gruppo di genitori che crede fermamente in questo progetto. Abbiamo voglia di portarlo avanti, anche con sacrifici che, devo ammettere, sono meno faticosi di altri perchè spinti dalla passione”
Chi saranno le prossime giocatrici? “Lavoriamo dall’inizio della scorsa stagione con un gruppo di ragazze, tanto giovani quanto meravigliose, provenienti da tutte le parti della Sardegna. Vogliamo far crescere i prodotti nostrani. Sono tutte nate tra il 1998 e il 2002, studiano e sono sempre presenti agli allenamenti. Una di loro da persino una mano nel panificio di famiglia, sono fantastiche. L’anno scorso, pur di giocare, hanno partecipato al campionato CSI con i ragazzi coetanei, chiaramente i risultati non sono stati eccelsi ma non hanno mai mollato di un centimetro. Nel finale della scorsa stagione cinque di loro hanno esordito in prima squadra e, come riprova del nostro buon lavoro, devo aggiungere che, nonostante non siano ancora iscritte a un campionato e qualche dirigente avversario abbia provato pococorrettamente a portarcele via, siamo cresciute numericamente. C’è voglia di Torres!”
In che categoria militerete? “La situazione è un po’ ingarbugliata: le regole dicono che dovremo ripartire dalla Serie C (campionato regionale), ma al momento non c’è sufficiente numero di squadre per istituire il torneo (almeno cinque, ndr). Una cosa è certa: vogliamo giocare e, se non sarà possibile farlo in Sardegna proveremo ad accorparci al girone laziale. Chiaramente, in quel caso, servirebbe un finanziamento da parte della FIGC, mica è colpa nostra se le società preferiscono virare sul calcio a 5 per risparmiare (nell’isola sono presenti circa venti squadre di futsal, ndr)” Chiacchierando in quel di Caniga (periferia di Sassari), si respira genuinità e tanta voglia di fare: l’allenatore è Alessandro Bartoli, supportato da Marco Moledda. Federica Meledina non sta un attimo ferma e, mentre si lavora per la costituzione del torneo di terza serie, continua a raccontarci della sua nuova avventura: “Andiamo da qualsiasi parte, avremo una premiazione a Oliena e un paio di tornei sono già in programma. Dobbiamo farci conoscere, far sapere che siamo vivi, il mondo del calcio deve sapere che la Torres è tornata. Il sogno è organizzarne una manifestazione internazionale sul modello del “Selis”.

La rosa della FC Torres Femminile
Al momento siete un po’ economicamente soli, servirebbe aiuto salendo di categoria? “Proveremo a coinvolgere i vecchi dirigenti, quelli per bene. Siamo aperti a ogni tipo di collaborazione o sponsorizzazione, a patto che si parli di persone, enti o aziende disposte a darci una mano con la massima trasparenza e onestà.” C’è qualche riferimento alle precedenti gestioni? “No, però posso tranquillamente raccontare che, dopo aver presentato il nostro progetto alla Torres maschile e non aver saputo niente, non siamo stati invitati alla presentazione del settore giovanile. Quello è stato l’episodio che ci ha fatto decidere di provare a camminare con le nostre gambe” Parlerebbe solo di calcio, ma proviamo a farci un po’ di affari suoi chiedendole chi sia al di fuori del rettangolo di gioco “Tempo fa gestivo un centro ricreativo per bambini, adesso sono una casalinga, faccio lavorare mio marito (ride, ndr)” Parafrasando De Andrè, dal letame nascono i fiori, chissà che non sia veramente così. Sarà solo il tempo a dircelo, per adesso possiamo certamente affermare che il pallone sassarese in rosa è rinato ed esprime i primi vagiti, a tutti coloro che ne hanno a cuore le sorti il dovere di farlo crescere forte, robusto e in salute.
Mauro Garau