Cagliari-Atalanta, la margherita di Zeman: dilemma Ibarbo, una maglia per tre in mezzo e il piacevole dubbio sui pupilli avanzati

Andrea Cossu
Ancora la rifinitura di sabato, poi il Cagliari potrà chiudersi nelle segrete stanze di Asseminello e pensare all’Atalanta con soltanto il campo del Sant’Elia all’orizzonte. Si gioca domenica pomeriggio alle 15, in quello che sarà il debutto casalingo nella Serie A 2014-2015, dopo la vittoria contro il Catania in Coppa Italia e il pari in casa del Sassuolo. Partita dai due volti: sofferenza nei primi 45′, con il salvifico pari immediato di Sau, antidoto alla prodezza di Zaza (uomo del momento) e alle sfuriate neroverdi; autorità e vittoria sfiorata (incornata di capitan Conti e sventagliata di Avelar) in una ripresa contraddistinta dal crollo fisico emiliano.
Tante cose hanno fatto storcere la bocca allo stadio “Città del Tricolore”, da una difesa ballerina e lenta negli interpreti centrali ad una mediana che ci ha messo un’ora a capire come giocare la palla in verticale evitando di correre dietro alle mezzali di Di Francesco. Evanescenti Farias e Cossu, molto bene sono andati Balzano – subentrato dopo mezzora scarsa a Pisano e in procinto di partire dal 1′ contro l’Atalanta – e un Marco Sau sempre più galvanizzato dalla cura del maestro Zeman, oltre ad un Danilo Avelar che tra Catania e Sassuolo ha dato prova di capacità nel coprire tutta la fascia finora espresse poco e male.

Antonio Balzano in amichevole a Oristano (FOTO: SARDEGNA SPORT)
Formazione che, per chi non ha sfera di cristallo o soffiate, risulta piena di buchi e per certi versi in alto mare. A partire dalla porta, dove Simone Colombi appare favorito su Alessio Cragno per la riconferma. Balzano a destra e Avelar a sinistra sulle corsie esterne difensive, Ceppitelli e Rossettini i granatieri arretrati in odor di riconferma. In mediana scalpita Daniele Dessena, ma la sola amichevole di Macomer non basta a ritenerlo pronto per partire dall’inizio. Zeman, che non lo ha mai avuto a disposizione completamente prima degli ultimi dieci giorni, dovrebbe preferirgli ancora Lorenzo Crisetig, al fianco di Conti ed Ekdal, reduce dal doppio impegno in Nazionale. Staffetta a centrocampo con quota bassissima. Sono tutti arruolabili in attacco – vedremo se andranno tutti in panchina o verrà fatta scrematura nell’inserimento in lista, come promesso da Zeman e Marroccu – dove il pubblico acclama Victor Ibarbo. Particolare la situazione del colombiano, gioiello della rosa che a Zeman crea qualche problema di abbondanza e gerarchia. Come fare a tenere fuori un nome così pesante? Ma, al contempo, come farlo convivere con ferree idee tattiche i gli altri appartenenti al plotone. E poi c’è la condizione fisica della freccia di Calì, a lasciare qualche dubbio sul suo immediato utilizzo.
Cossu e Sau dovrebbero comporre due terzi del tridente, con Samuele Longo che è reduce dal gol realizzato ai danni di Cipro. In settimana Zeman ha provato tanti schemi che prevedono Longo e Sau in campo contemporaneamente, ma entrambi sono prime punte che poco amano albergare sull’esterno. Il boemo apprezza tantissimo entrambi e vorrebbe sfruttarli pienamente, ma per ora questa sembra una soluzione applicabile solo a partita in corso.
Fabio Frongia